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Il figlio della vittima

«Non ci interessava vendetta volevamo solo giustizia»

«Non ci interessava vendetta volevamo solo giustizia»

REGGIO EMILIA. «Ho poco da dire. Se non che la giustizia ha fatto il suo corso. Noi non c’eravamo costituiti al processo. Questo perchè il mio modo di vivere non è quello di campare sulle disgrazie...

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REGGIO EMILIA. «Ho poco da dire. Se non che la giustizia ha fatto il suo corso. Noi non c’eravamo costituiti al processo. Questo perchè il mio modo di vivere non è quello di campare sulle disgrazie altrui. Quello che per me è importante è che io faccia bene. Mio padre non ce lo ridarà nessuno».

Contrano Medici, il figlio di Nerino, commenta così la fine dell’iter processuale per la morte del padre. Con la consueta compostezza e dignità, ci rivela anzi che non sapeva nemmeno che ci fosse stata la sentenza definitiva.

Sapeva, certo, come tutti che la vita dell’uomo che ha fatto morire il padre, è stata piena di traversie, anche negli ultimi anni. E’ la vita di un uomo fragile, con problemi di alcol, più volte finito nei guai, capace anche di diventare violento e uscito ed entrato più volte dalle comunità di recupero.

Il 17 luglio del 2013, ancora Carbognani aveva preso di mira un’anziana: al semaforo di via Simonazzi, aveva cercato di scippare la borsa a una 85enne in bicicletta. L’anziana però resistette e chiese aiuto, facendolo fuggire. Per quell’episodio, il 41enne aveva patteggiato un anno di pena. Per tanto, ora, gli anni che dovrebbe scontare sono 6. (el.pe)

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