La Commissione antimafia della Bindi si riunirà a Reggio
Lo annuncia il senatore Gaetti (M5S) per il gennaio prossimo Intanto Vaccari replica a Vecchi: «Critichi i predecessori»
REGGIO EMILIA. La Commissione parlamentare antimafia, presieduta dall’onorevole Rosy Bindi, torna a riunirsi in Emilia. Stavolta, proprio a Reggio. Ad annunciarlo è Luigi Gaetti, senatore del Movimento 5 Stelle. «La presidente Rosy Bindi ha accettato la proposta di svolgere una seconda riunione più specifica a Reggio – spiega il pentastellato in una nota – La riunione, visto il fitto calendario d'incontri sul territorio, si svolgerà con ogni probabilità ai primi di gennaio. In Ufficio di Presidenza va solo stabilita la data esatta».
Intanto, non si spegne la eco del duro confronto andato in scena venerdì in Sala del Tricolore, durante il dibattito alla presenza dell’ex procuratore Giancarlo Caselli e di Armando Spataro della procura di Torino, organizzato dai ragazzi di Cortocircuito. Dopo la accuse del sindaco Luca Vecchi di strumentalizzazione politica, nei confronti della parlamentare del M5S Maria Edera Spadoni, e di attacco alle istituzioni, ai grillini, arriva la replica del capogruppo in consiglio comunale per il Movimento 5 Stelle Norberto Vaccari. «Vecchi ha dimenticato le parole che l'ex procuratore di Torino Caselli ha pronunciato dopo l'intervento di Maria Edera Spadoni, esprimendole “grande rispetto per il suo coraggio, chiarezza e capacità di affrontare le cose senza ipocrisie”. La strumentalizzazione – evidenzia – la sta facendo Luca Vecchi, di certo non noi». «Occorre che il partito che amministra questa città ammetta di aver sottovalutato il fenomeno delle infiltrazioni per decenni, dato che durante la serata è emerso come le mafie siano presenti sul territorio da tantissimo tempo – prosegue Vaccari – Chiariamo inoltre che il M5S non è un partito con segretari e responsabili. E’ rappresentato esclusivamente da chi è eletto. Nessun rappresentate ha mai attaccato la prefettura o le forze dell'ordine, con le quali collabora attivamente e con rispetto. Vecchi non può far finta di non appartenere ad un partito che per decenni ha sottovalutato il tema. E’ invece noto come i candidati a sindaco di quel partito ed ex sindaci partecipavano in campagna elettorale a processioni a Cutro. Come quella del 2009 che hanno acceso l'interesse degli investigatori antimafia. Una severa critica di Vecchi ai suoi predecessori sarebbe auspicabile».
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