Un inedito orso di Ligabue: fu salvato dall’alluvione
Ll’opera è arrivata fino ai giorni nostri grazie a Giovanna Melegari. La scultura presentata a Palazzo Bentivoglio insieme a un quadro di “Toni”
GUALTIERI. E’ stato un fine settimana molto intenso quello che si è svolto a Palazzo Bentivoglio, dove si è tenuta la kermesse “Incontri d’arte e di cultura” organizzata dall’associazione Iris, con il patrocinio del Comune di Gualtieri. Sabato è andata in scena la premiazione del concorso nazionale di poesia, che ha visto trionfare la guastallese Alessandra Bertelli, davanti a oltre trenta poeti, diversi dei quali molto noti in ambito nazionale.
Ieri, il pomeriggio si è aperto con una mostra d’arte contemporanea, composta dalle opere di quindici artisti (Vania Tinterri, Marco Pignagnoli, Liana Garbin, Paolo Massimo Ruggeri, Silla Campanini, Luana Biagini, Maria Cristina Lenzi, Manuela Sidari, Mauro Magnani, Lorella Castelli, Simona Rovesti, Luna Garbin, Renato Moretti, Lulu Leblanche e Giovanni Canina) rappresentativi dell’interazione tra l’arte e il contesto socio-culturale, introspettivo e ambientale individuati dai maggiori critici della bassa reggiana, e presentati dal professor Marco Cagnolati.
Momento clou della giornata è stata la presentazione, a cura della Casa-museo Ligabue, di una scultura inedita e del quadro “Orso che balla”, opera di Antonio “Toni” Ligabue. Una scultura – raffigurante un orso – che è fortunatamente sopravvissuta all’alluvione del 1951 e che è arrivata sino ai giorni nostri grazie all’accortezza della dottoressa gualtierese Giovanna Melegari (1923-2005), che ieri è stata ricordata sia per la sua sensibilità verso Ligabue sia per le poesie che ha lasciato. Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura del di Gualtieri, Marcello Stecco, la statua e il quadro sono stati presentati da Angelo Leidi e Marco Cagnolati, poi sono state lette alcune poesie di Giovanna Melegari.
Infine, Valeria Benaglia – curatrice del museo degli orsanti di Vigoleno (Piacenza) – ha parlato degli “orsanti”, circensi delle colline di Parma che già alla fine del ’700 lasciavano i loro paesi per il nord-Europa dove nei circhi e nelle piazze facevano ballare gli orsi e dai quali Ligabue ha certamente preso ispirazione per realizzare questo quadro. La giornata è stata coordinata da Giuseppe Caleffi, fondatore della Casa-museo Ligabue.
Andrea Vaccari
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