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CASTELLAZZO

Brucia le potature e si ustiona: è grave

di Tiziano Soresina
Brucia le potature e si ustiona: è grave

L’imprenditore 45enne “tradito” dal ritorno di fiamma, chiede disperatamente aiuto arrivando fino alla sede dell’azienda

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REGGIO EMILIA. E’ una normale giornata di lavoro all’azienda vitivinicola Rota – nella bella campagna di Castellazzo macchiata dagli inconfondibili colori autunnali– quando ieri all’improvviso, intorno alle 12.30, un uomo chiede affannosamente aiuto, ha ustioni dal tronco in su, il dolore è fortissimo e arriva con la forza della disperazione fino alla sede della ditta.

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E’ il titolare dell’azienda e sono momenti drammatici: viene chiesto l’intervento del 118 e sul posto arrivano velocemente un’ambulanza della Croce rossa e un’automedica. Le ustioni sono serie e nel giro di pochi minuti è già allertato l’elisoccorso, perché in una situazione clinica così delicata l’imprenditore 45enne deve essere assolutamente portato al Centro ustioni dell’ospedale Maggiore di Parma. Sono quasi le 13.30 quando l’elisoccorso si alza in volo.

All’arrivo a Parma, la persona ustionata (in specie alle spalle, alle mani, in viso) subito viene portata in Rianimazione, poi sarà trasferita in un letto del Centro ustioni. E’ vigile, non viene intubato, comunque la prognosi è riservata perché nel Centro guidato dal primario Edoardo Caleffi ci vanno con i piedi di piombo e vogliono attendere l’evolversi delle ferite per fare diagnosi e previsioni più precise.

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Mentre i medici parmigiani si affannano sul paziente che è grave, in contemporanea all’azienda vitivinicola giungono due tecnici del Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Ausl per gli accertamenti di legge. Subito c’è da capire com’è avvenuto quest’infortunio sul lavoro.

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Pian piano prende forma una prima ipotesi: l’imprenditore intendeva bruciare una catasta di potature (la vitivinicola Rota ha ettari ed ettari di vigneto, inoltre è fra le poche aziende agricole con cantina privata che produce vini tipici, ndr) ed avrebbe usato del liquido infiammabile, ma sarebbe stato “tradito” dal ritorno di fiamma che l’avrebbe aggredito. Una tecnica sbagliata che purtroppo è la causa di incidenti domestici anche gravi al barbecue o accendendo il camino.

Nell’azienda i tecnici dell’Ausl rinvengono altre cataste di potature pronte per essere incendiate. Una ricostruzione che richiede però altri riscontri: verranno sentiti eventuali testimoni e il diretto interessato appena le sue condizioni lo consentiranno. Accertamenti che, una volta terminati, l’Ausl comunicherà alla procura.

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