«Campine, sgombero solo se insicure»
Il vice sindaco spiega l’esproprio di 12 aree: la maggior parte resteranno in concessione ai nomadi
REGGIO EMILIA. Dodici campine di nomadi che passano di proprietà al Comune. L’iter è partito dopo che la polizia municipale ha contestato abusi edilizi di varia natura che non sono stati via via sanati. Fino a che, la procedura - passando anche attraverso qualche ricorso al Tar vinto dal Comune – non è arrivata sino all’esproprio vero e proprio.
Ma cosa accade, ora, ai terreni e alla gente – si parla di qualche centinaia di persone – che lì ci vivono?
Lo abbiamo chiesto all’assessore alle Politiche sociali nonché vice sindaco, Matteo Sassi. «La prima cosa per noi è la sicurezza – ha spiegato – per questo, interverremo in questa direzione».
Non rischiano lo sgombero i nomadi delle aree espropriate. Non tutti almeno. «Si creerebbero problemi di ordine pubblico. E poi dove potrebbero andare? – chiede Sassi – La prima cosa sarà controllare la sicurezza delle aree in questione. Ovvero, se ci troviamo troppo vicino ai corsi d’acqua o troppo vicino alle autostrade, beh in quel caso si che partirà un percorso per spostarli. Negli altri, invece, si chiederà la loro collaborazione per riportare la legalità sulle aree».
«Chiederemo, cioè, anche da parte loro un investimento quando ad esempio si parla di adeguamento fognario o altre opere – spiega il vice sindaco – In caso contrario, non potrà essere sottoscritta la concessione». Sarà poi infatti tramite concessione che il Comune consentirà a chi abita in queste aree di rimanerci, per periodi di tempo che saranno stabiliti.
«Credo che sia un modo intelligente di affrontare la questione, né di destra, né di sinistra – evidenzia Matteo Sassi – E non è un regalo per loro, perché bisogna considerare che gli sono state tolte aree che hanno pagato e che ora non potranno più rivendere perché adesso sono di proprietà pubblica». «Si tratta inoltre di situazioni vecchie di decenni. Il percorso per arrivare alla legalità e a una sicurezza che sia garantita a tutti, poiché se si parla di fogne si parla nell’interesse dell’intera collettività per evitare inquinamenti, è complicato – conclude il vice sindaco – ma questa crediamo sia la strada migliore e quella che abbiamo intenzione di seguire». (el.pe)
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