«Chiudete subito quella discarica»
Carpineti, il comitato contro l’impianto di Poiatica scrive ai sindaci dell’Unione
CARPINETI. «Se Poiatica è pericolosa va chiusa e tutta l’area va messa in sicurezza subito, le spese e i lavori sono a carico di Iren non del Comune di Carpineti».
Il comitato “Fermare la Discarica”, che da anni chiede la chiusura della discarica di Poiatica, torna all’attacco dopo l’ultimo consiglio dell’Unione dei Comuni dell’Appenino Reggiano, che riunisce i dieci Comuni del territorio appenninico. Il comitato richiama diversi interventi avvenuti durante l’assemblea, in cui hanno preso parte sindaci e consiglieri, soprattutto di Carpineti e Toano, i due paesi coinvolti direttamente dall'impianto di deposito rifiuti.
Al centro, soprattutto, il tema della pericolosità dell’impianto e i tempi e le procedure per arrivare alla chiusura definitiva di Poiatica, su cui c’è un accordo di massima fra i primi cittadini, per arrivare a uno stop rapido e in sicurezza.
«Finalmente ora ci si rende conto che la discarica è pericolosa, non è né un esempio né un modello da ammirare come Iren e molti altri vi han voluto far credere» – sostiene il comitato, rivendicando il proprio lavoro: «Da anni noi comitati rimarchiamo eventi preoccupanti che sono sotto l’evidenza di tutti: esalazioni gassose, frane, invaso, percolato e cedimenti strutturali».
Parte poi l’appello ai sindaci della montagna: «Se si ritiene che ci siano gravi motivi e che questi rappresentino un pericolo per ambiente e salute dovreste prontamente rivolgervi all’autorità competente che disponga la chiusura immediata della discarica».
In conclusione, per il comitato è tempo di accelerare: «Se la discarica di Poiatica non è sicura niente lungaggini, niente costi ulteriori, niente progettisti esterni» – è la presa di posizione, che punta direttamente verso l’azienda responsabile del funzionamento della discarica, la multiutility Iren: «E' Iren a doversi occupare della messa in sicurezza, costruendo un canale perimetrale per fare defluire le acque. E’ ora di procedere subito, senza scuse, perché solo la chiusura consentirebbe di fare le opere di messa in sicurezza il prima possibile e a carico esclusivo del gestore Iren». (adr.ar.)
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