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CASTELNOVO, proposta del gruppo “Progetto”

Furti nelle case, i cittadini si organizzano «Ma l’obiettivo prioritario è punire i ladri»

CASTELNOVO MONTI. Continua ad essere al centro dell’attenzione la situazione dei furti nelle abitazioni e della sicurezza sull’Appennino reggiano, con incontri organizzati dalle istituzioni o...

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CASTELNOVO MONTI. Continua ad essere al centro dell’attenzione la situazione dei furti nelle abitazioni e della sicurezza sull’Appennino reggiano, con incontri organizzati dalle istituzioni o direttamente dai residenti dei vari borghi colpiti.

Inevitabilmente il tema interessa anche il dibattito politico. Interviene ad esempio il gruppo di minoranza “Progetto per Castelnovo”, che punta il dito anche su una legislazione nazionale inadeguata ad affrontare questi rischi. Affermano il capogruppo Robertino Ugolotti e il consigliere Daniele Valentini: «Nel corso delle assemblee alle quali hanno partecipato le forze dell’ordine è stato illustrato come i ladri riuscirebbero a neutralizzare porte blindate, inferriate e sirene d’allarme, e dunque rendere vane molte difese passive, che pure vengono raccomandate. Il fare rete col vicinato, come un tempo succedeva normalmente, è sicuramente importante, ma è molto cambiata anche la struttura urbana, oltre alle nostre abitudini e al tessuto sociale. Il che non rende facile fare “sistema” con il proprio quartiere, o la propria strada, come ci viene richiesto, anche se va tentato ogni possibile sforzo in tale direzione. Poi c’è la questione “ronde”, sulla cui opportunità ed efficacia i pareri si dividono, e che sono in ogni caso vietate dalla legge, la quale però, a ben vedere, non riesce a sua volta a tutelare i cittadini, visto ciò cui stiamo assistendo».

Concludono i due consiglieri: «C’è chi spiega la piaga dei furti con la crisi economica, e chi con l’immigrazione incontrollata, e ambedue le tesi possono avere fondatezza. Ad ogni modo l’obiettivo prioritario deve essere oggi quello di individuare e “punire” quei disonesti che ci entrano in casa. Oggi noi non possiamo che confidare sull’encomiabile lavoro svolto dalle forze dell’ordine e sul senso civico di ciascuno di noi, che dovrebbe spingerci a dare loro ogni possibile collaborazione, ma probabilmente, pur rendendoci conto della complessità dell’insieme, anche la legislazione in materia andrebbe in qualche modo rivista, perché la generale sensazione è che il derubato si trovi oggi in una posizione più debole rispetto al derubante». (l.t.)

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