Morì folgorato al cantiere Tav assolti in tre e uno patteggia
REGGIO EMILIA. Tre assoluzioni “per non aver commesso il fatto” e un patteggiamento: si è conclusa così ieri la seconda tranche processuale sull’incidente al cantiere Tav di Fontana di Rubiera (del...
REGGIO EMILIA. Tre assoluzioni “per non aver commesso il fatto” e un patteggiamento: si è conclusa così ieri la seconda tranche processuale sull’incidente al cantiere Tav di Fontana di Rubiera (del 18 luglio 2007) che costò la vita al 41enne Vincenzo Lo Voi, fulminato da una devastante scarica da 15mila volt mentre con un collega era impegnato nella costruzione di una sponda in cemento di un canale.
Il giudice Dario De Luca ha assolto – dall’accusa di omicidio colposo – il 42enne Carlo Parmigiani (direttore del cantiere della Rodano Consortile), il 67enne Giancarlo Giotto (coordinatore dei lavori in cantiere)e la 43enne Antonella Raia (responsabile del servizio di prevenzione e protezione del cantiere. Ha invece patteggiato un anno di reclusione (ma con pena sospesa) il 52enne Domenico Casillo (assistente di produzione nel cantiere). A fine-udienza i familiari di Lo Voi costituitisi parte civile (tramite i legali Mario Di Frenna e Federica Bassissi), non nascondono la loro amarezza: la moglie è in lacrime, per tutti parla l’avvocatoDi Frenna: «E’ una sentenza che ci sorprende, ora valuteremo sul da farsi una volta lette le motivazioni. Oltretutto l’assicurazione Unipol non ha mai fatto alla famiglia una seria offerta di risarcimento-danni». Nel primo troncone processuale (con rito abbreviato) il gruista 45enne Bruno Luciano Orselli era stato condannato, assolto invece il capo cantiere 58enne Riccardo Gualtieri. In quel contesto Orselli è stato intimato a pagare una provvisionale di 220.mila euro ai familiari della vittima. Se ne riparlerà in Appello.(t.s.)
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