Gazzetta di Reggio

Reggio

l’inchiesta

Sex toy, la Moriconi non c’entra nulla

Sex toy, la Moriconi non c’entra nulla

Il suo collaboratore Rosario Genovese si assume la paternità di quell’acquisto: «Era per uno scherzo a un collega»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Vatti a fidare dei collaboratori fidati. Lunedì, uscendo dall’assemblea regionale, Rita Moriconi - tra le lacrime - l’aveva adombrato: «Un mio collaboratore? Non so, non lo escludo...». E ieri, il suo collaboratore, il reggiano Rosario Genovese, 41 anni, già esponente di spicco del Psi reggiano si è presentato in procura per assumersi tutte le responsabilità di quel sex toy da 80 euro acquistato e poi finito tra le spese della consigliera regionale.

«Lo scontrino di cui si parla - ha dichiarato Genovese ai magistrati che si stanno occupando dell’inchiesta - è stato pagato con il mio bancomat, sono io che ho effettuato quella spesa. È una spesa mia personale fatta per acquistare oggetti atti al confezionamento di un regalo scherzo per un amico che di lì a poco avrebbe compiuto gli anni. Quindi non riferibile ad una spesa che io possa avere fatto mentre ero in missione o per attività legate al mio ruolo di collaboratore del gruppo consiliare Pd e della stessa consigliera Moriconi. Ho commesso il grave, gravissimo errore - ha ammesso Genovese - che mi ha visto predisporre le pezze giustificative delle richieste di rimborso relative alle attività della consigliera Rita Moriconi, che affiancavo in quel periodo, di non accorgermi che incautamente e non volutamente anche lo scontrino incriminato era rimasto in quelli presentati».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10297455:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/dossier/regionali-emilia-romagna/spese-pazze-moriconi-non-ho-comprato-nessun-sex-toy/36336/36403]]

Per la sua attività di assistente della consigliera Moriconi, Genovese presentava pezze per farsi rimborsare spese. E inavvertivamente - questa è la versione che ha fornito ai magistrati - tra gli scontrini consentiti è finito anche quello del sex toy. «Quando si commette un errore è corretto ammetterlo e spiegare cosa è successo, ho fiducia nella magistratura - ha concluso - spero si possa appurare che è stato un errore materiale, non intenzionale e attenderò con fiducia cosa la magistratura deciderà in merito».

Originario di Salerno ma reggiano d'adozione, 41 anni, un passato politico prima alla guida della federazione della sinistra giovanile e poi nel partito socialista, oggi è membro della segreteria regionale e della direzione nazionale del partito del garofano. E’ questo il profilo di rosario genovese, l'ex collaboratore della Moriconi. Genovese, che ha lavorato per la Moriconi dal 2010 al 2013, fu uno dei più attivi sostenitori reggiani del suo inserimento nel listino Errani della socialista reggiana, poi eletta nel 2010 in regione. In seguito, Genovese dopo aver lavorato al Ccpl (come del resto la consigliera regionale, che è tuttora in aspettativa) divenne un collaboratore di Moriconi in viale Aldo Moro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google