Due escavatori al lavoro per “salvare” Molino
Casina: la frana scarica materiale nel Tassobbio e si rischia l’allagamento Preoccupa anche una frattura nel terreno che si è aperta sotto Leguigno
CASTELNOVO MONTI. Preoccupa la situazione delle frane sul territorio appenninico, anche perché le previsioni annunciano una prosecuzione delle precipitazioni, anche se fortunatamente di intensità moderata. A Molino di Cortogno, si continua incessantemente a lavorare sulla sponda sinistra del torrente Tassobbio, dove si è staccata una imponente frana, con fronte di circa 300 metri, che continua a scaricare materiale sul corso d’acqua. L’ostruzione, come è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, può causare una esondazione del torrente, e il timore è per il possibile allagamento delle case della frazione di Molino, distanti solo una ventina di metri dall’acqua.
«Si lavora in modo continuativo per asportare la terra che rischia di ostruire il Tassobbio – spiega il vice sindaco Silvano Domenichini – e grazie alla collaborazione tra i tecnici comunali e la ditta Moscatelli, sul posto sono sempre presenti due escavatori grazie ai quali la situazione viene tenuta sotto controllo. Ci sono comunque timori anche per un’ulteriore frattura, creatasi un anno fa sotto Leguigno, e sempre incombente sul Tassobbio, più grande di quella attuale: se si mettesse in moto quella, la situazione sarebbe critica».
Non mancano nemmeno disagi sulle strade dell’Appennino: la Provincia ieri ha reso noto che sulla Sp 9 delle Forbici, nei pressi del torrente Spirola in comune di Castelnovo Monti, all’ingresso del paese di Gatta, per consentire i lavori di ripristino di una frana di valle provocata dalle intense precipitazioni si viaggia a senso unico alternato regolato da impianto semaforico e con limite di velocità a 30 km/h.
Resta ancora chiusa la statale 63, in territorio di Fivizzano, oltre il Passo del Cerreto, una situazione che rende comunque difficili i collegamenti con il versante toscano e ligure, costringendo auto e trasporti di merci a fare lunghe strade alternative. Una situazione che comporta anche ricadute negative sull’economia locale, per la quale gli scambi con le aree toscane e liguri sono tradizionalmente forti da secoli.
Per dare la misura dei disagi causati agli spostamenti, pochi giorni fa un carro funebre per trasportare un feretro dall’ospedale di Fivizzano al cimitero di Mommio, anziché percorrere 7 chilometri ne ha dovuti fare 120.
Luca Tondelli
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