Grande Aracri, in aula il video di Cortocircuito
Il pm antimafia, a sorpresa, chiede alla Corte accertamenti sulle parole di Coffrini. Nel mirino il ruolo del capofamiglia e la ditta “Marmi Nusa srl” non sequestrata
REGGIO EMILIA. La mossa che non ti aspetti arriva dal pm antimafia Marco Mescolini quando l’ennesima udienza – ieri pomeriggio – sula maxi confisca dei beni di Francesco Grande Aracri è iniziata da nemmeno un’ora. Il magistrato della Dda chiede che vengano acquisiti dalla Corte 7-8 minuti dell’ormai famoso video-inchiesta “La ’ndrangheta di casa nostra” realizzato dai giovani di Cortocircuito: sono le immagini dell’intervista – che ha fatto scattare fior di polemiche – in cui il sindaco di Brescello (Marcello Coffrini) parla proprio di Francesco Grande Aracri.
La difesa di Grande Aracri (i legali Alessandro Sivelli e Giuseppe Migale Ranieri) non conosce quel filmato e non capisce il perché di questa richiesta, ma è già tutto predisposto dal pm antimafia e il video scorre in aula sullo schermo. Nel mirino le parole di Cofrini che definisce Grande Aracri (condannato per mafia nell’ambito dell’inchiesta Edilpiovra) come «molto tranquillo, composto,educato, che ha sempre vissuto a basso livello». Inoltre il sindaco si compiace che l’azienda di Grande Aracri sia riuscita a risollevarsi, che gli affari vadano bene: «Hanno un’azienda qui (a Brescello, ndr) che ora sono riusciti a far ripartire – dice il sindaco di Brescello nel video – fanno i marmi». Esaurito il filmato, il pm antimafia chiede approfondimenti su almeno due domande. A quale azienda si riferisce Coffrini? E ancora, dalle parole del sindaco brescellese si deduce che Grande Aracri si è rimesso a lavorare nella ditta “Marmi Nusa srl” che non è sotto sequestro (ha però i conti correnti congelati) e quindi ora pure questa ditta rischia di essere risucchiata nel maxi blocco di beni? La difesa non si oppone all’acquisizione del video di Cortocircuito, ma ritiene sia giusto sentire in udienza Coffrini, per capire nell’intervista “incriminata” a quale azienda si riferisse e se in quelle parole intendesse davvero che il sorvegliato speciale si fosse rimesso a lavorare. Sul punto si esprimerà in serata la Corte – presieduta da Francesco Maria Caruso – non ritenendo necessaria l’audizione del sindaco, ma acquisisce il video.
Al di là del colpo di scena, ieri è la stata la volta delle valutazioni dei tecnici che hanno rivoltato come un guanto il maxi patrimonio (conti e depositi bancari, aziende, immobili, auto) sequestrato alla famiglia d’origine cutrese (in aula Francesco non c’è, sono invece presenti i figli Salvatore, Rosita e Paolo). In particolare Alberto Peroni, amministratore dei beni sotto sequestro, è entrato su alcuni aspetti interessanti.
Relativamente alla ditta “Marmi Nusa srl” ha specificato che «è un’azienda piccola, taglia marmi, non vi ho mai visto lavorare Francesco Grande Aracri, ma solo il figlio Paolo, inoltre la ditta ha la stessa sede della “Euro Grande Costruzioni srl” con un contratto di comodato gratuito e fra le due realtà vi sono sempre stati rapporti di fornitura». Poi l’amministratore – sollecitato dalle domande delle parti – ha parlato a lungo dell’azienda sotto sequestro “Euro Grande Costruzioni srl”: «La figlia Rosita ne è la memoria storica e l’ha gestita con il padre Francesco. Il padre, come artigiano effettua lavori quasi esclusivamente per l’Euro Grande e ha un ufficio all’interno: un artigiano normalmente non ce l’ha». Al momento del blitz dei carabinieri – l’8 novembre 2013 – l’Euro Grande sta lavorando in due cantieri a Carpi: «E’ una società con qualche problema – prosegue Peroni – per pagare i fornitori. In questi mesi alcuni fornitori non mi hanno però sollecitato il pagamento. Negli ultimi anni l’azienda non lavorava con denaro suo, ma usando gli affidamenti bancari ottenuti da tre istituti di credito».
Ieri ha testimoniato anche il perito nominato dalla Corte su un punto: ha confermato che vi sia stata sperequazione (fra redditi dichiarati e spese nonché investimenti sostenuti) nei dati finanziari dal 2008 in poi relativi ai coniugi Salvatore Grande Aracri-Carmelina Passafaro (casalinga). Il perito verrà risentito anche nella prossima udienza.
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