Individuati i gruppi di edifici da ristrutturare dopo il sisma
REGGIOLO. «In questi cinque mesi di mandato abbiamo voluto dare una accelerazione molto importante alla ricostruzione del paese. Stiamo puntando sul centro storico per cercare di rendere il centro...
REGGIOLO. «In questi cinque mesi di mandato abbiamo voluto dare una accelerazione molto importante alla ricostruzione del paese. Stiamo puntando sul centro storico per cercare di rendere il centro della comunità un polo attrattivo e riqualificato migliore rispetto a prima". Così si è espresso il sindaco Roberto Angeli dopo la definizione di quattro Unità minime d’intervento (Umi) per la ricostruzione post – sisma di Reggiolo. Nella seduta del 11 novembre, infatti, il Consiglio comunale ha approvato la perimetrazione delle Umi , fondamentali per la riqualificazione urbana del centro storico. Sono stati definiti quattro casi di aggregati urbani del centro reggiolese e presto i tecnici incaricati dovranno fornire gli elaborati progettuali richiesti secondo la normativa regionale di riferimento. La legge regionale 16/2012 dà al Comune la facoltà di individuare questi aggregati edilizi che hanno l’obbligo di una progettazione unitaria. Le Umi sono individuate sulla base di delle rilevazioni dei danni prodotti dal sima, delle caratteristiche tipologiche, architettoniche e paesaggistiche del tessuto edilizio e in riferimento ai vigenti strumenti urbanistici del Comune.
La definizione delle Umi e la predisposizione del Piano della Ricostruzione sono stati affrontati dall’amministrazione del Comune di Reggiolo attraverso un percorso partecipativo condiviso con la cittadinanza e con i tecnici incaricati al fine di raccogliere le necessità dei privati, spiegare loro le possibili opportunità proposte dal Piano e la necessità, in alcuni casi, di prevedere interventi unitari per migliorare la sicurezza e la qualità del tessuto edilizio.
Questo rapporto diretto tra amministrazione, privati e tecnici è stato necessario, soprattutto nella definizione dei perimetri delle unità minime di intervento, per spiegare la possibilità–opportunità del rapporto tra progetto unitario di insieme e intervento diretto singolo attuabile anche in stralci. Allo scopo di accelerare le attività di ricostruzione, con la legge regionale n. 16 è stata definita la possibilità di accedere ai contributi e attuare l’intervento edilizio con autonomi titoli edilizi abilitativi, fasi e lotti distinti per ogni unità strutturale, previa verifica del livello di sicurezza raggiunto che deve essere sempre conforme a quanto stabilito dalle Norme tecniche per le costruzioni e al progetto generale approvato.
«Con l’approvazione di questo provvedimento – ha spiegato il sindaco Roberto Angeli – abbiamo la possibilità di attuare una vera e propria riqualificazione di alcune porzioni di edifici che anche prima del sisma erano in cattivo stato di manutenzione. Mai come oggi possiamo dire che la ricostruzione è un’opportunità di sviluppo, non solo urbanistica, ma anche sociale». (m.p.)
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