La Cna disdice i contratti ai dipendenti
Cancellato l’integrativo e migrazione ad altra categoria per 370 dipendenti. I sindacati: «Atto unilaterale inaccettabile»
REGGIO EMILIA. La crisi non risparmia nemmeno le associazioni di categoria. Anche i “sindacati” delle imprese devono stringere la cinghia, come annunciato ieri tramite raccomandata dalla Cna di Reggio Emilia, sigla che rappresenta oltre 10mila imprese artigiane locali. Con la comunicazione giunta ai sindacati, la Cna ha disdetto unilateralmente il contratto nazionale del commercio al quale erano legati i 370 dipendenti reggiani della sigla - impiegati, funzionari e dirigenti - per passare a quello dei lavoratori della comunicazione. Oltre a questo è stato disdetto anche il contratto integrativo aziendale, dal quale deriva una parte del salario e dei relativi “benefit”. Una doppia mossa che potrebbe portare al taglio della 14esima, dei buoni pasto e dei permessi, che ha fatto infuriare i sindacati. «Questo atto unilaterale è inaccettabile, devono ritirarlo subito» dice Luca Marchesini, segretario della Filcams di Reggio, categoria del commercio che rappresenta buona parte dei lavoratori della Cna. «Fino a ieri abbiamo parlato e lavorato sempre in accordo con la Cna per quanto riguarda il destino dei suoi dipendenti. Da oggi, invece, cambia tutto e non certo per volontà nostra. Siamo di fronte a una realtà che sceglie la strada più breve. Ci hanno sempre detto che va tutto bene, che i conti sono a posto e che non c’è nulla di che preoccuparsi. Poi questa disdetta, che ci colpisce soprattutto perché viene cancellato anche l’integrativo. Possiamo capire la volontà di cambiare il contratto quadro nazionale, ma la contrattazione di secondo livello non può essere toccata. Serve un confronto».
Non è certo la prima disdetta unilaterale, come raccontano le cronache reggiane di questi ultimi due mesi, con aumento della tensione tra sindacati e imprese. «Abbiamo sempre cercato di trovare accordi per la flessibilità degli orari quando ce l’hanno chiesta, abbiamo aperto una procedura di mobilità a inizio anno per 34 persone ormai vicine alla pensione - avverte Marchesini - Ma la calata dall’alto di una rivoluzione contrattuale di questa portata non può passare».
Il cambio delle condizioni contrattuali, infatti, è stato impartito dalla Cna nazionale alle regionali, e giunge ora a Reggio dopo il braccio di ferro già scattato a Bologna, dove molti lavoratori sono stati messi in solidarietà e facendo scattare uno sciopero. Un’opzione, quest’ultima, che non tocca Reggio, dove è stata però indetta un’assemblea fissata per il 19 novembre. «L’ottimizzazione dei costi è legittima - dice Enrico Gobbi della Fisascat Cisl - ma chiedono l’armonizzazione dei trattamenti economici. Così non si va da nessuna parte».
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