Spese pazze, spuntano le registrazioni
L'ex M5s Defranceschi ha registrato alcune riunioni dei capigruppo in Regione: gli audio sono finiti negli atti dell'inchiesta della Procura
REGGIO EMILIA. «Quindi non si può più fare. Tutto quello che è stato fatto finora è difficile da spiegare. Se vado da un consigliere e gli dico: con chi sei andato a mangiare una pizza? Quello mi risponde: fatti i c... tuoi, ma chi sei? Stalin?». Parole pronunciate a fine settembre 2012 dall'ex capogruppo Pd, Marco Monari, in una riunione tra capigruppo dell'assemblea legislativa Emilia-Romagna, registrate da Andrea Defranceschi (ex M5S) e finita agli atti dell'inchiesta per peculato della Procura.
Monari si sarebbe dimesso dal ruolo un anno più tardi, in seguito a notizie su alcune sue trasferte e cene di lusso a rimborso. Anche lui ha da poco ricevuto l'avviso di fine indagine per peculato e gli sono contestate spese per 940mila euro, di cui oltre la metà per le consulenze del gruppo che presiedeva. L'audio si riferisce ad un paio di sedute al termine delle quali i capigruppo continuavano a dialogare informalmente e commentavano le indagini:
«L'incrocio dei dati, i rendiconti, sono le nostre mutande, è chiaro?», diceva Monari, non sapendo di essere registrato. Ancora: «Quando loro hanno i rendiconti dei gruppi, questo lo dobbiamo sapere... quando ce li ha uno che capisce di quella roba lì, ha tutto». Pareva preoccupato: «Noi alla Corte dei conti gli stiamo dando non le chiavi di casa, ma la casa».
«Il fatto - proseguiva - è che nei rendiconti c'è tutto. Se uno ha fatto la seconda magistrale e mette due fogli contro il vetro vede gli incroci. Dobbiamo saperlo. Poi vedremo in futuro, porteremo le mutande in lavanderia». In altri frangenti sembra riferirsi ad altri consiglieri: «Questi oltre a non fare nulla e a non capire nulla spendono anche un sacco di soldi». Il singolo spiegava «fa quello che vuole, però quello che poi fai per te, considerando lo stipendio che prendi, te lo puoi anche pagare di tasca tua, non importa che rompi i c... e mi aggiungi anche le pezze d'appoggio che continuo a pagare io».
In questo caso «la voce recitante (chi paga, ndr) sono gli emiliani, i padani, gli italiani...». Come capogruppo «uno dovrebbe pagare solo cene dimostrate con le polaroid, per capire se sono istituzionali o c...ate. Altrimenti il magistrato ti inchioda. Io non posso sapere cosa fanno 25 consiglieri dalla mattina alla sera in giro per l'Emiia-Romagna, soprattutto non lo voglio sapere. Non so quanti Nanni ci sono qua dentro», concludeva riferendosi a Paolo Nanni, consigliere Idv della precedente legislatura che ha patteggiato una condanna per peculato.
CONTRO I GIORNALISTI. «Quelle teste di m... che sono qua sotto, che sono i servi della gleba di un'altra casta molto più potente della nostra, ma loro non lo sanno, sono pagati in nero, 8 euro a pezzo...darebbero via le chiappe pur di firmare perchè pensano giustamente ad una prospettiva di carriera, sono giovani...e li strumentalizzano. Loro non capiscono». Così parlava dei giornalisti l'ex capogruppo Pd in Regione
Emilia-Romagna Marco Monari a settembre 2012. «Io non sono Beppe Grillo, non ho un microfono o un palco, non le riesco a dire queste cose...Non sono neanche Berlusconi, perchè se fossi Berlusconi con 5 reti andrei tutte le sere in tv a dire che quelli della carta stampata sono delle teste di c...». Nei rendiconti, diceva ai colleghi in un altro passaggio «c'è tutto, cioè quello che vogliono i giornalisti, il panino con la mortadella».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
