Bezzi: «Salari più bassi solo ai neo assunti»
Il direttore della Cna: «Il nostro bilancio è in equilibrio. Già tagliati 47 posti. Ma la crisi sarà lunga»
REGGIO EMILIA. Molte aziende artigiane associate alla Cna sono in crisi. Sono poche quelle che si salvano, le altre hanno ridotto addetti e fatturati e il turnover è fermo: le aziende che nascono spesso sono piccole partite Iva che chiedono meno servizi e hanno un peso inferiore rispetto a chi ha chiuso i battenti. Ecco perché anche la Cna di Reggio Emilia deve tirare la cinghia, cercando di anticipare una strategia di razionalizzazione che, se ritardata, potrebbe avere conseguenze più pesanti sul fronte dell’occupazione. Per tenere il passo ed evitare sorprese, l’associazione che rappresenta 10mila imprese in provincia, è pronta ad attivare il contratto degli artigiani della comunicazione ai neo assunti. «Solo per loro - spiega il direttore della Cna di Reggio Fabio Bezzi - gli altri 372 dipendenti della Cna possono stare tranquilli. Per loro continuerà ad essere applicato il contratto del commercio. Il nuovo contratto è stato sottoscritto a livello nazionale dalle parti. Ora verrà declinato sui diversi territori. Si tratta di una passaggio decisivo grazie al quale renderemo le nostre strutture più competitive. Del resto noi in Cna abbiamo già capito da tempo che purtroppo siamo di fronte a una crisi economica strutturale. Ci eravamo già presi per tempo riducendo l’organico, passato da 417 lavoratori a 370. Una riduzione di 47 unità che ci ha permesso di avere un bilancio in equilibrio. Del resto la spesa più rilevante riguarda proprio il personale, che vogliamo tutelare senza dimenticarci che la crisi c’è e morde ancora».
Del resto il dato sulle imprese iscritte «è davvero preoccupante» secondo il vertice dell’associazione, che chiama a raccolta i sindacati per discutere anche della disdetta unilaterale del contratto integrativo, sul quale si sono scagliate la Filcams-Cgil e la Fisascat-Cisl. «Ribadisco che nella trattativa sul contratto nazionale non verranno toccati i diritti acquisiti - avverte Bezzi - L'invito che abbiamo fatto alle forze sindacali è di mettersi al tavolo per ragionare insieme. È vero che con il nuovo contratto non ci sarà più la classica 14esima, ma quei soldi verranno erogati sotto un’altra voce. È chiaro che alla fine ci sarà un risparmio per noi rispetto al quadro attuale, ma stiamo discutendo di una riorganizzazione interna che sta valutando anche una fusione del sistema dei servizi con Parma». La strada, quindi, è ormai segnata, e la disdetta dell’integrativo era organica «al cambio del contratto nazionale. Il contratto aziendale è strettamente legato a quello del commercio e il sistema va rivisto».
In futuro il livello delle retribuzioni sarà perciò pià basso. «Dobbiamo tutelare i nostri lavoratori ai quali non abbiamo mai rinviato il pagamento degli stipendi. Parlo anche io da dipendente: è necessario lavorare insieme ai sindacati per garantire un futuro solido per tutti». (e.l.t.)
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