“Fabbricanti” d’innovazione e futuro sul palco
Tanti gli interventi preceduti dal saluto di Mauro Severi, presidente di Unindustria
REGGIO EMILIA. Maggior dialogo tra scuola e lavoro, orientamento mirato e coltivare le proprie passioni. Queste le principali linee di discussione di Orientagiovani, l'annuale manifestazione che Confindustria dedica all'incontro tra imprenditori e studenti per favorire la diffusione della cultura d'impresa. Oltre mille studenti hanno riempito ieri il teatro Ariosto dove per più di tre ore si sono succeduti discussant d'eccezione, senza dimenticare le eccellenze imprenditoriali del territorio e i giovani "fabbricanti di futuro e innovazione".
Ad aprire l'evento è stato il presidente di Unindustria Reggio Emilia, Mauro Severi, il quale ha condiviso con la sala la propria personale trafila nel mondo del lavoro, dai cantieri edili dell'impresa paterna fino all'architettura e alla meccatronica. Il sindaco Luca Vecchi, dopo i saluti istituzionali, ha parlato di come il tema della formazione sia da sempre un fiore all'occhiello di Reggio, augurandosi che questo aiuti molti giovani che «con il loro protagonismo creativo possano contribuire a innovare il sistema scuola-impresa».
Il vice presidente di Education Confindustria Ivanhoe Lo Bello ha ribadito come «un sistema scolastico uguale a quello dei nostri nonni non è quello di cui abbiamo bisogno. La scuola non deve dare solo nozioni, ma insegnare a discutere e confrontarsi». Lo Bello ha poi toccato anche il tema della formazione all'estero, «tema che in Italia continua a essere visto come una fuga, mentre i nostri giovani possono tornare con maggiore capacità e consapevolezza». Ultimo tema affrontato quello della necessità di una «maggiore integrazione tra scuola e lavoro. In Germania, dove la disoccupazione giovanile è al 7% contro il quasi 50% italiano, parte del percorso di formazione scolastica si fa in azienda».
Sul palco dell'Ariosto si sono poi succeduti i "fabbricanti di futuro" di FabLab, il reggiano Francesco Bombardi, assieme al ricercatore dell'UniMoRe Cristian Secchi che ha parlato degli sviluppi della robotica. Poi sono intervenuti Carlo Baban, presidente di Piccola Industria e l'autore Stefano Micelli.
Dopo l'intervento di Carla Rinaldi di Reggio Children, il presidente di Federmeccanica, il reggiano Fabio Storchi ha spiegato come l'incontro avesse l'obiettivo di «sfatare il mito che la fabbrica sia un mondo alla “Tempi Moderni”. In Emilia abbiamo eccellenze mondiali per la produzione di macchine agricole, per la ceramiche, le trasmissioni e gli imballaggi, tutte nate nel dopoguerra per lo più da semplici periti meccanici. L'Italia è ancora il quinto Paese al mondo per esportazioni, con un avanzo nella bilancia commerciale di 65 miliardi di euro». E, anticipate dalle testimonianze di due giovani protagoniste del mondo produttivo reggiano "al femminile", si sono svolte poi le premiazioni dei concorsi "Imprenditore per un giorno" e del decimo premio "Orientagiovani".
Daniele Valisena
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