I bimbi ammalati incontrano il papa
I bambini dell’associazione “Giovani Sorrisi” a Roma. Il pontefice abbraccia tutti e si presta ai selfie coi piccoli
MONTECCHIO. È stato un momento di grande commozione, ma che si è subito trasformata in un momento di grande gioia e in una festa. Questi i sentimenti che hanno coinvolto i bambini dell'Associazione Giovane Sorrisi e quelli del reparto oncoematologico del San Matteo di Pavia, che sono stati ricevuti da papa Francesco. Grazie a Pietro Castellese dell'ospedale San Matteo di Pavia e ai genitori di Riccardo, un bimbo dell'associazione che si occupa di sostenere i malati oncologici e che a Montecchio è condotta da Monica Caldana, i bambini e i loro famigliari hanno quindi potuto incontrare il papa. Un incontro nato dalla richiesta di alcuni dei bimbi di Giovani Sorrisi di Montecchio. In particolare Lucia, nel 2010, espresse questo desiderio quando aveva solo 5 anni. Chiese di incontrare il papa e di poterlo toccare. Giovani Sorrisi cerca di compiere il "miracolo", facendosi in quattro per esaudire i desideri dei piccoli associati. Quando Lucia è entrata nell’Aula Paolo VI, la commozione ha avuto il sopravvento. La bambina si è ammutolita, ma il sorriso che ha sfoderato ha riscaldato il cuore di coloro che hanno lavorato a lungo per realizzare questo sogno. Tutti i bambini hanno consegnato nelle mani di papa Francesco le letterine di quei bambini che non sono potuti andare a Roma, chiedendo anche una benedizione per gli assenti. «Abbiamo un papa straordinario – queste le parole di Monica Caldana –. Li ha presi uno ad uno assieme ai genitori e ha parlato con loro. Li ha abbracciati, baciati, benedetti e ha addirittura fatto i selfie. Grande è stata l'emozione di tutti noi, grandi e piccini. Sono certa che questa giornata rimarrà impressa nel cuore di tutti noi per sempre».
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