Gazzetta di Reggio

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La super Legacoop mette radici a Reggio

di Enrico Lorenzo Tidona
La super Legacoop mette radici a Reggio

Sancita ieri la fusione con Parma e Piacenza: nasce Emilia Ovest. È la più grande d’Italia. Simona Caselli eletta presidente

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REGGIO EMILIA. La rivoluzione è partita: da ieri la Legacoop di Reggio Emilia si è fusa con Parma e Piacenza, dando vita a un soggetto unico interprovinciale, che ha stabilito la sede in via Ruini ed eletto al suo vertice la numero uno di Reggio, Simona Caselli.

Le tre direzioni provinciali hanno sottoscritto l’accordo davanti al notaio durante il congresso alla Cavallerizza in viale Allegri, che ha sancito la nascita della nuova Lega Emilia Ovest. Un colosso con 389 cooperative iscritte che associano oltre 745 mila soci, per un valore complessivo della produzione di quasi 8 miliardi di euro e con 57 mila addetti. La più grande centrale locale a livello nazionale, nella quale Reggio fa la parte del leone.

L’ULTIMA ASSEMBLEA. Con il congresso di ieri si volta pagina puntando alla riorganizzazione interna per ottenere maggiore efficienza. «È l’ultima assemblea reggiana di una storia gloriosa - ha dichiarato ieri Simona Caselli - Gli ultimi quattro anni della mia presidenza sono stati intensi e a tratti difficili, la fase in cui viviamo è di una crisi che resta pesante nel settore delle costruzioni. Altre cooperative stanno andando molto bene: abbiamo un bilancio di oltre 5mila occupati in più negli ultimi anni. Di questo ne andiamo orgogliosi ma ci rendiamo conto che ormai è ora anche per noi di mutare radicalmente».

IL CAMBIO DI PASSO. Le difficoltà che hanno intaccato le imprese hanno toccato ora le associazioni, che stanno rivedendo i propri assetti per ridurre costi e personale. L’obiettivo di Legacoop è evitare nel tempo le duplicazioni risparmiando anche risorse. «Vogliamo rafforzarci portando nuova cooperazione anche in altri territori ed elevando il livello di qualità dei servizi che diamo». Caselli sarà affiancata alla presidenza da Andrea Volta di Parma come vice e Maurizio Molinelli di Piacenza come vicario. La direzione unificata sarà composta da 80 persone di cui 44 reggiani, 21 parmensi e 14 piacentini.

LA STRATEGIA. L’unificazione non intaccherà il rapporto con le aziende cooperative associate. «Anzi - dice la presidente - avranno a disposizione un panel di società di servizio più ampio. Insieme a Parma e Piacenza saremo capaci di dare risposte su temi innovativi come la promozione cooperativa e le ristrutturazioni. Aumenterà anche la visibilità, non tanto a Reggio che è già grande ma soprattutto per Parma e Piacenza. La nostra nuova collocazione all’interno di Legacoop ci rende uno dei punti di forza maggiore in Regione e in Italia. Al congresso nazionale avremo il maggior numero di delegati, tanto per dire».

RIFORMA DEL PRESTITO. I soldi affidati dai soci cooperatori alle aziende del comparto sono il motore che alimenta la fiducia del sistema. Per questo la cooperazione reggiana ha operato per surrogarsi ai prestatori di Cmr ed Orion consentendo loro di recuperare, finora, il 40% del loro credito, in tempi anticipati rispetto alle procedure ed in misura maggiore di quanto previsto dai concordati. «Su questo delicato tema ci aspettiamo che al congresso nazionale venga approvato il testo dell'autoriforma da rendere immediatamente operativo nelle imprese aderenti» è stata la richiesta di Caselli. C’è stato tempo anche per un forte richiamo alle false cooperative che generano concorrenza sleale. Caselli ha poi incoraggiato i reggiani di andare a votare alle regionali «perché da lì passano tutte le politiche della sanità e le direttrici di sviluppo economico».

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