Lo stadio sarà terminato Polemiche in consiglio
San Martino in Rio, opposizione all’attacco: «Chi paga il lavori? I cittadini» Il vicesindaco: «Recupereremo i crediti e useremo i proventi del fotovoltaico»
SAN MARTINO IN RIO. Servirà un nuovo bando per terminare gli ultimi lavori e un recupero di fondi dall'introito del fotovoltaico di Gazzata per consegnare lo stadio ai cittadini. Un'opera, lo stadio, che ormai doveva già essere pronta,ma che, a seguito del fallimento del Consorzio che ha appaltato i lavori ad altre due aziende, ha subito pesanti rallentamenti. Una storia che si trascina da quasi 10 anni, quando l'allora sindaco Giorgio Panari, che lasciò la poltrona nel 2005 proprio a causa del progetto stadio, avanzò la proposta della cittadella dello sport all'esterno del centro e la realizzazione di una nuova scuola nel vecchio campo sportivo. Un progetto che nessuno voleva davvero, ma che ormai era stato approvato. Nota dolente di tutto questo: per i lavori, tramandati dalla vecchia alla nuova amministrazione, il Comune aveva inizialmente offerto, al posto della liquidità, 3 terreni residenziali e un terreno industriale per un investimento da 2,4 milioni, che poi è stato rivisto nel corso degli anni. Ora andrà verificato con attenzione se sarà possibile recuperare quei terreni comunali per la parte di lavori non portata a termine dalle ditte esecutrici. Per questo si andrà per vie legali, ma nel frattempo l'amministrazione dovrà cercare un modo di proseguire i lavori senza toccare le risorse dei cittadini. Di questo si è discusso animatamente giovedì nel consiglio comunale convocato in seduta urgente dai consiglieri della minoranza che, dopo un accesso agli atti, hanno voluto vederci chiaro. Una seduta terminata con una dichiarazione di «non soddisfazione» delle opposizioni e la promessa dei consiglieri Alessandro Bussetti (gruppo misto), Maura Catellani e Roberto Marconi (Pdl-Lega Nord) e Luca Villa (lista civica L'Alternativa per San Martino) di presentare nell’immediato una mozione di censura sull’operato della giunta. «La giunta – dicono – non ha spiegato la bontà della fideiussione (900 mila euro di garanzia dei sammartinesi); come otterranno la risoluzione e i risarcimenti necessari; come rientreranno nella disponibilità della capacità edificatoria terreni già venduti a privati e dagli stessi costruiti, e come si muoveranno rispetto alla fideiussione di un Consorzio di garanzia fallito. Vogliamo sapere: chi pagherà i lavori dello stadio? Dalle risposte della giunta, pare che a pagare sarà il Comune, cioè i cittadini».
Accuse cui risponde il vicesindaco Giuseppe Borri. «L’amministrazione ha tutti i titoli per recuperare i propri crediti che derivano dall’accordo procedimentale. Mentre si procederà alle azioni legali, il Comune potrà facilmente terminare l’opera senza pesare sulle tasche dei cittadini. Useremo i proventi del fotovoltaico, che sono risorse aggiuntive di cui la giunta comunale si è dotata in modo lungimirante e che non derivano dalle tasse della collettività».
Silvia Parmeggiani
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