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Reggio ha il suo Digital Champion

di Massimo Sesena
Reggio ha il suo Digital Champion

E’ il fondatore di FabLab Francesco Bombardi, scelto da Riccardo Luna e dagli innovatori reggiani

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REGGIO EMILIA. Da qualche giorno, anche Reggio Emilia ha il suo Digital Champion, ovvero colui che - su input di Palazzo Chigi - avrà il compito di promuovere in tutti i modi possibili la cultura digitale nella nostra città. L’investitura è arrivata direttamente da Riccardo Luna, l’uomo scelto da Matteo Renzi come Digital Champion italiano. Che per Reggio ha scelto l’architetto 42enne Francesco Bombardi, fondatore del FabLab. Invero, quello di Luna è stato un vero e proprio blitz a mezzo social. «Dopo avermi chiamato per dirmi che aveva pensato a me per questo ruolo - spiega Bombardi - Luna si è iscritto al gruppo di Hurricane Start (la community creata da Bombardi assieme ad alcuni amici «con lo scopo di perseguire l’innovazione in campo economico e sociale», ndr) su Facebook e vi ha postato subito il suo progetto: individuare un Digital Champions per ogni città, cominciando dalle cento principali, tra cui Reggio». Su quella bacheca di Facebook è quindi iniziato un dibattito, in cui Bombardi ha voluto innanzi tutto coinvolgere tutti coloro che fin qui hanno condiviso un cammino che ha portato in città - in pochi mesi - alla nascita di una rete di innovatori, appassionati alla cultura digitale.

«Tra noi - spiega Bombardi - non ci sono mai state gelosie, ma ho comunque voluto vedere cosa ne pensassero gli altri».

Alla fine è stato un plebiscito, a cui si è unita anche l’assessore comunale all’innovazione Valeria Montanari che in questi mesi ha fatto da catalizzatore di queste “tribù digitali” sparse per Reggio, riuscendo a coinvolgerle in confronti, progetti e iniziative a vantaggio della collettività.

Dunque, Bombardi ha detto sì e giovedì prossimo sarà a Roma per incontrare per la prima volta i Digital Champion delle altre città.

«In realtà - spiega ancora Bombardi - avevo necessità di coinvolgere tutti in questa mia scelta per un motivo molto più importante rispetto a quello delle eventuali gelosie che non ci sono. Posso cimentarmi in questo progetto soltanto se c’è con me una squadra e questa squadra non può che essere quella che si è formata in questi mesi attorno ai temi dell’innovazione: penso al gruppo di Hurricane, ma anche a quello di ReStart fino a ItaliaCamp e agli altri innovatori con i quali siamo continuamente in contatto». Se da un lato non è ancora stata definita la road map del nuovo Digital Champion reggiano, dall’altro la missione è chiara: promuovere la cultura digitale in città. Il ruolo del Digital Champion - come chiarisce lo stesso Luna nel suo manifesto (digitalchampions.it) non prevede alcun compenso non ha staff e non ha budget - sarà dunque quello di creare «rete di attivisti, volontari, appassionati di digitale con il compito di mobilitare il paese porta a porta». E ovviamente uno dei principali referenti sarà l’ente pubblico, nei confronti dei quali il Digital Champion dovrà essere anche una sorta di difensore civico dei cittadini alle prese con i ritardi nella digitalizzazione della vita pubblica.

massimosesena

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