Sindacati in piazza contro i tagli ai patronati
Presidio in via Crispi e raccolta firme per la petizione contro la norma che mette a rischio la sopravvivenza delle strutture di assistenza
REGGIO EMILIA. La legge di stabilità prevede un taglio ai patronati che ne mette in discussione la sopravvivenza. "Se la proposta non verrà modificata non saremo più in grado di offrire la nostra assistenza" dicono i sindacati dei patronati Acli, Inas Cisl, Inca Cgil e Italuil, che sono presenti con bandiere e banchetto in via Crispi, dove stanno raccogliendo le firme per bloccare la norma.
A rischio le 73 sedi dei patronati in provincia, dove lavorano 90 persone che nel 2013 hanno servito 257.974 cittadini reggiani lavorando ben 148.953 pratiche relative previdenza sociale, immigrazione, tfr e politiche del lavoro.
Una storia partita nel 1947 da una legge dello Stato italiano che ha riconosciuto il ruolo e la funzione degli enti di patronato attribuendo ad essi il compito di assistenza per il riconoscimento dei diritti in base alle normative in materia di: previdenza, salute e benessere nei luoghi di lavoro, infortuni e malattie professionali e prestazioni socio assistenziali. Dal 2008 un nuovo Regolamento ha esteso gli ambiti d'azione includendo anche le attività in materia di emigrazione e immigrazione. Il finanziamento delle attività e dell’organizzazione degli istituti di patronato è regolato dall’articolo 13 della Legge n. 152/2001 e avviene attraverso un apposito capitolo del bilancio dello Stato, definito “Fondo Patronati”, che è gestito direttamente dal Ministero del Lavoro e alimentato con il prelievo dello 0,226%, sul gettito dei contributi assicurativi versati annualmente da lavoratori e datori di lavoro a Inps, Inpdap e Inail. Il Fondo Patronati viene ripartito tra i soggetti che sono accreditati presso il Ministero del Lavoro. L'attività di patronato è sottoposta al controllo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che verifica e certifica annualmente la quantità-qualità dell’attività svolta e la rispondenza degli uffici ai parametri stabiliti dalla legge.
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