Amianto, nuovi pavimenti nelle scuole
Bonifica in otto edifici. La primaria Carducci è stata monitorata dai tecnici per cinque anni. Maxi operazione alla Realco
REGGIO EMILIA. Tetti, serbatoi in disuso custoditi nelle cantine, porte tagliafuoco e anche pavimenti. È qui che si annida l’amianto negli edifici privati e pubblici, scuole in primis, sulle quali si è concentrata l’attenzione del comune, che quest’estate ha portato a termine interventi in sei istituti della città.
La bonifica dei pavimenti, ad esempio, ha riguardato le scuole Carducci di via Smarotto e la Monsignor Cassini in via Ferri. «Alla Carducci erano in vinil-amianto - spiega William Montorsi, tecnico della prevenzione in forze all’Ausl di Reggio - Si tratta di un materiale plastico nel quale è contenuto amianto per circa il 5-10%, posato molti anni fa. In realtà proprio questo tipo di pavimento è considerato a minor rischio tra i materiali che contengono amianto, perché la plastica funge da capsula». Il rischio per queste scuole era quindi considerato basso anche alla luce di un campionamento effettuato negli ultimi 5 anni all’interno delle aule. «Abbiamo posizionato delle macchine alla Carducci per la misurazione della fibra di amianto, che non è mai stata rilevata nell’aria. Se ci fosse stato anche un solo riscontro avremmo fatto rimuovere subito il materiale».
Il monitoraggio è costato 1.500 euro, soldi che si aggiungono ai cospicui finanziamenti messi a disposizione dall’amministrazione e dalla regione per tutelare soprattutto gli alunni reggiani. Sempre quest’estate è stato rimosso l’amianto dalla palestra della scuola elementare Agosti in via Allende a San Prospero, nella palestra e nello spogliatoio della scuola Galilei in via Cassala e nella palestra della scuola Galilei di via Beethoven a Massenzatico. Alla scuola media Leonardo Da Vinci di via Monte San Michele sono state bonificate le colonne del porticato, l’interrrato e il sottotetto, questi ultimi due spazi in realtà non utilizzati.
Altro intervento invece al campo sportivo Simonini di via Merulo mentre tra le bonifiche in capo ai privati è da segnalare quella più imponente, effettuata dal gruppo Realco. Nella sede dell’azienda dei supermercati è stata portato a termine un maxi intervento di incapsulamento del tetto. «Si tratta davvero di un grande intervento relativo ai capannoni - sottolinea Montorsi - sono state incapsulati migliaia di metri quadri di superficie. Abbiamo seguito il cantiere sul quale è stata depositato una doppio strato di verniciatura a norma di legge, che garantisce una protezione duratura». La rimozione dei pannelli di amianto avrebbe comportato una spesa ben più alta in conseguenza del rifacimento del tetto.
«Anche qui non ci sono pericoli reali, ma i capannoni erano stato messi in classe 2 perché una volta quella zona era aperta campagna, ma oggi è diventata residenziale. I fabbricati monitorati dall’Arpa sono 187 ma se volessimo mettere dentro anche la presenza di amianto in edifici privati, il conto salirebbe a decine di migliaia con rischi generalmente molto bassi».
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