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Genovese lascia il consiglio comunale

Genovese lascia il consiglio comunale

Scandiano: caso sex toy e rimborsi regionali. Il Pd cerca di trattenerlo, lui conferma le dimissioni. Subentra Davide Beghi

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SCANDIANO. Dice addio anche al consiglio comunale di Scandiano, Rosario Genovese, l’ex collaboratore della consigliera regionale Rita Moriconi, protagonista della chiacchieratissima vicenda del sex toy indicato come spesa istituzionale. Genovese, 41enne consulente commerciale, venerdì sera ha rassegnato le dimissioni irrevocabili da consigliere comunale a Scandiano dopo una lunga riunione convocata appositamente dalla maggioranza del Partito democratico, con cui era stato eletto. A nulla sono servite le richieste in senso opposto dai compagni di gruppo, che lo hanno invitato a tornare sui suoi passi.

Genovese ha deciso di fare tabula rasa dopo le polemiche delle scorse settimane. Un’inchiesta sui rimborsi regionali di numerosi consiglieri regionali ha portato alla scoperta di una richiesta di rimborso per uno scontrino da circa 100 euro, intestato ad un sexy shop, da parte della consigliera regionale reggiana Rita Moriconi, esponente socialista eletta nel listino bloccato dell’allora governatore Vasco Errani. Genovese, a sua volta socialista poi confluito nel Pd, ha collaborato per alcuni anni con la Moriconi in Regione, e durante questo periodo ha fatto l’acquisto al sexy shop – così lui stesso ha dichiarato – spiegando che si trattava di uno scherzo per un addio al celibato, e di aver involontariamente inserito l’acquisto – fatto col proprio bancomat – nella lista dei rimborsi della Regione. Il risultato: un caso che ha avuto eco anche a livello nazionale.

Giovedì Genovese ha annunciato di aver interrotto il proprio rapporto lavorativo come consulente di un’azienda reggiana: «Da oggi sono disoccupato e dovrò cercare un nuovo lavoro. Nell’azienda di trasporti dove lavoravo non era possibile andare avanti, troppo imbarazzo per la storia del sex toy». Ora si è dimesso dal consiglio comunale scandianese, dove era stato eletto il 25 maggio con 143 voti nel gruppo Pd, che ha ottenuto quasi il 60% delle preferenze, e 13 consiglieri sui 16 complessivi. Il suo posto spetta, in ordine di indicazioni di voto, a Davide Beghi, primo dei non eletti. In caso di rinuncia, si passerebbe a Tiziana Spallanzani e poi a Chiara Ferri.

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