L'INTERVISTA «Il sistema delle coop paralizza l’Emilia»
Gibertoni, candidata M5s: «Puntiamo sulle Pmi e sul reddito di cittadinanza regionale anche per gli extracomunitari»
REGGIO EMILIA. «La cooperazione ha bloccato la società e paralizzato quello che poteva essere il sistema Emilia». E ancora: «Solo il M5s non ha candidato indagati». E infine: «Introdurremo il reddito di cittadinanza». A una settimana dalle elezioni, in programma domenica prossima, la candidata M5s, Giulia Gibertoni, lancia da Reggio lo sprint finale, ospite ieri di un incontro al quale ha partecipato anche il parlamentare Alessandro Di Battista. «Le espulsioni interne al movimento? Se vogliamo attaccare il Pd sulle spese pazze dovevamo essere certi di non avere nessun indagato. Ma l’esclusione di Defranceschi dalle primarie online non è stata dettata da una norma ad personam».
Gibertoni. Espulsioni, esposti, liti. Ogni volta che si avvicina il voto, inchiesta a parte, nel M5s volano stracci. Che scenario immagina il 23 novembre? Se la giocherà con Fabbri o Bonaccini?
«Noi ci aspettiamo un buon riscontro. Non vedo tra Fabbri e Bonaccini una grande distinzione: siamo sicuri che raggiungeremo un risultato che permetterà di portare le nostre ragioni nell’istituzione».
Non teme l’astensionismo?
«L’unica incognita è l’affluenza: poche persone sanno che si vota, poche sanno che andiamo a votare perché Errani è stato condannato. Un motivo, questo, che rende evidente il bisogno di andare a votare. Penso che centrosinistra e il centrodestra abbiano responsabilità in questa disaffezione dalla politica».
In che modo?
«C’è una disaffezione a politiche di lungo corso che si sono rivelate fallimentari. E c’è un grosso divario tra l’immagine del centrosinistra sul territorio e il governo Renzi. Bonaccini lo cita sempre, ma i candidati Pd non sanno mai se farlo, provenendo da aree del Pd diverse. Noi non abbiamo problemi di correnti e di “trasformismi”. Le nostre politiche sono aperte e chiare, così come la sintonia tra Roma e i territori».
Ne è sicura? L’impressione è che il M5s, nato in Emilia, proprio qui stia scomparendo tra le polemiche. Si pensi solo a Defranceschi. O alla distanza tra Grillo e i comportamenti di molti attivisti.
«Grillo ha avuto un grande merito: è stato un megafono che ha consentito a liste civiche con percentuali basse di abbattere un muro. È un istrione geniale che ha dato alle persone la voglia di reagire. Insieme a Casaleggio è un garante. Quanto a Defranceschi, era stato già sospeso per la questione della Corte dei conti. Il M5s però non è Defranceschi, ma è tutto il lavoro di chi ha collaborato con lui dietro le quinte. Non siamo per i personalismi, ma per le squadre».
Squadre spesso con le stesse facce, a giudicare dalla candidature anche qui a Reggio... non crede cominciate ad avere qualche “riciclato”?
«Penso che ogni provincia fa storia a sè. Ma la selezione è diversa su base regionale. È aperta a tutti sul portale e chiunque è iscritto poteva candidarsi. Sulle amministrative non mi risulta si faccia selezione online. Sarebbe da proporre. Noi siamo un movimento inclusivo, ci siamo presi dei rischi ad esserlo. Ma poi chi vota dà fiducia a chi ha visto attivo sul territorio. Negli altri partiti le facce nuove hanno dietro strutture vecchie».
Ma proponendovi al governo regionale, cosa portereste a livello di esperienza?
«Un sacco di idee ottime che il Pd ci sta copiando: la possibilità di accorpare le partecipate, ad esempio. Bonaccini era tra i contrari, ora dice la stessa cosa».
E ora? Su cosa puntate?
«Le Pmi al centro di una nuova gestione delle emergenze della crisi per creare lavoro».
In che senso nuova?
«Servono innanzitutto regole uguali per tutti nell’accesso ai fondi, ai bandi e alle regole del libero mercato. Le grandi coop non hanno avuto la capacità di riqualificarsi. Manca loro una serie di competenze, dovuta anche alle collusione con la classe politica. Hanno creato un sistema monopolistico sui grandi appalti».
Ai quali immagino voi siate contrari...
«Di fronte alla costruzione di palazzine che saranno vuote o di infrastrutture costosissime, troviamo che le priorità siano lavoro, sostegno alla sanità pubblica e una gestione dei rifiuti contraria a discariche e inceneritori, che ci asserva solo alle multiutilty. Serve maggiore dignità per tutti: per questo proponiamo il reddito di cittadinanza regionale, per chiunque è residente da trentasei mesi in regione. Anche per gli extracomunitari».
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