Scacco matto alla banda delle super bike
Dopo il furto messo a segno a Modena, i carabinieri reggiani hanno recuperato la refurtiva del valore di 50mila euro
REGGIO EMILIA. Sebbene riescano a compiere in poco più di un minuto furti di costose biciclette dalle rivendite di tutto il Nord Italia, nella notte tra venerdì e ieri gli “specialisti” delle super bike di rientro da un raid furtivo nel Modenese, sono stati intercettati da una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri di Reggio. I malviventi sono stati costretti ad abbandonare gli autocarri rubati sui cui viaggiavano carichi di costose biciclette da corsa e mountain bike del valore di oltre 50mila euro rubate poco prima a Modena.
Sono le 5 di ieri mattina quando una pattuglia intercetta in via Quasimodo un Fiat Doblò i cui quattro passeggeri, alla vista dei carabinieri, scendono dal mezzo fuggendo e riuscendo a dileguarsi grazie alla nebbia che impedisce che l’inseguimento delle forze dell’ordine vada a buon fine.
I motivi della fuga vengono presto chiariti: sull’autocarro Fiat Doblò, del valore di oltre 10.000 euro, risultato essere stato rubato lo scorso mese di settembre in provincia di Padova, i carabinieri trovano una decina di costose biciclette da corsa e mountain bike risultate poi rubate poco prima nel negozio Cicli Virginia di Modena in seguito a un furto con spaccata i cui rilievi sono stati compiuti dagli agenti della polizia modenese.
Poco più lontano, i carabinieri ritrovano anche un Ford Transit rubato la notte precedente a Reggio: su questo autocarro probabilmente i malviventi intendevano trasferire le biciclette rubate una volta arrivati in città. Se non fossero stati interecettati dai carabinieri e costretti a fuggire senza il prezioso bottino.
E mentre scattano le ricerche dei malviventi fuggiti nella nebbia, i carabinieri procedono ai rilievi per riuscire a dare una svolta alle indagini. Sono infatti state rilevate impronte che saranno inviate al Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) di Parma per le indagini di comparazione con i soggetti pregiudicati censiti nella banca dati. Al momento, l’ipotesi investigativa dei carabinieri reggiani, che stanno anche esaminando dei filmati, è quella che la banda delle super bike possa avere base proprio nel Reggiano e da qui sia solita spostarsi per compiere raid in zona ma non solo.
Quanto alla strada che avrebbero preso queste costose bici se i malviventi non fossero stati intercettati, è quasi certo che avrebbero preso il largo. Da Reggio alla Tunisia, passando per Livorno: quella che era partita come un'ipotesi investigativa era diventata una certezza per i carabinieri reggiani alle prese, circa due anni fa, con furti altrettanto “importanti”. Le biciclette e i moticicli rubati a Reggio e provincia da ladri sempre più specializzati, questa la conclusione a cui erano arrivati gli investigatori, finiscono in un circuito internazionale. Dopo una breve sosta in uno stallo provvisorio in terra d'Emilia, infatti, la refurtiva a due ruote viene trasferita prima al porto di Livorno poi, via mare, imbarcata per la Tunisia. Naturalmente, per essere rivenduta laggiù. Con nessuna possibilità, da parte delle vittime dei furti di potere rivedere le proprie biciclette.
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