CADELBOSCO SOPRA
Lucia, la ragazzina che inseguiva il Papa
Alessandro Zelioli
Ha dieci anni e da cinque aveva un sogno, ora realizzato: incontrare il pontefice. "Ho voluto conoscerlo perché è la persona più vicina a Dio e mi avrebbe consolata"
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CADELBOSCO SOPRA. Sono serviti quasi cinque anni, ma quell'incontro con papa Francesco, avvenuto nei giorni scorsi a Roma, nell'Aula Paolo VI della Città del Vaticano, per Lucia Gilioli ha rappresentato la realizzazione di un sogno. Un desiderio, quello della bambina – dieci anni compiuti da poco, residente a Cadelbosco Sotto assieme al papà Alberto e alla mamma Roberta – partito quando aveva cinque anni e realizzato grazie al contributo di “Giovani Sorrisi”, l'associazione che segue le famiglie con bambini oncologici che ha sede a Montecchio.
Lucia, in realtà, aveva già organizzato tutto da sola. Tante le lettere che aveva inviato sin dal 2009, che le avevano consentito di andare a Roma in piazza San Pietro a vedere papa Ratzinger passare da lontano sulla “PapaMobile” e salutare. Un incontro che però non l'aveva soddisfatta, e quindi, grazie a Monica Caldana che dirige “Giovani Sorrisi”, ecco un nuovo tentativo.
Alla lettera inviata a Roma, dopo quindici giorni ha fatto seguito una risposta con tanto di crocifisso, dono per la Prima Comunione che la piccola avrebbe ricevuto di lì a poco. E un invito ad andare a Roma.
«Sì – racconta mamma Roberta – Lucia ha imparato a tirare fuori le unghie e ad affrontare la vita. Per questo ha insistito per incontrare papa Francesco, dopo che quell'incontro con Benedetto XVI non era stato soddisfacente. E’ timida, ma quando serve sa come reagire».
Ed ecco che papa Francesco realizza il sogno di Lucia.
«Dal vivo è più bello di come appare in televisione – racconta la piccola studentessa, che frequenta la quinta elementare – mentre il carattere è quello che si vede da casa».
Che cosa vi siete detti?
«Mi ha detto che adora i bambini. Mi ha chiesto quanti anni ho e da dove venivo. Ero emozionata, ma lui è stato simpatico. Ha fatto le foto con noi e i selfie, anche se non si potrebbe».
Perché volevi conoscere proprio il papa?
«Perché è la persona più vicina a Dio e mi avrebbe consolata».
Ed è stato così?
«Ha un grande sorriso che scalda il cuore. Ci ha detto di dire una preghiera».
Lo hai detto al papa?
«Non ci sono riuscita, ma queste cose sono scritte tutte nella lettera che gli ho consegnato direttamente».
Sei riuscita a fare anche una visita a Roma?
«Sì, è una città bellissima. Almeno la parte che sono riuscita a visitare per bene».
Come ti trovi con “Giovani Sorrisi”?
«Molto bene. È come una grande famiglia».
Interviene la mamma di Lucia: «Abbiamo conosciuto “Giovani Sorrisi” nel 2010 – racconta –. Non ti fa sentire solo e consente di condividere gioie e dolori di questo percorso molto difficile. Ci sentiamo confortati in questo. La cosa straordinaria è che i bambini non si trovano spesso. Magari tre quattro volte l'anno. Ma sembra si frequentino tutti i giorni. Giocano, fanno festa e non si preoccupano della loro condizione. Sono bambini e basta».
Ora Lucia è appagata da questa realizzazione del suo sogno?
«Sì – risponde la mamma – anche se, conoscendola, non si fermerà certo qui. Abbiamo già girato l'Italia per andare dove voleva, tutto organizzato da lei con l'aiuto anche di altre associazioni alle quali si rivolge per esaudire i suoi desideri. Cose semplici, come visitare l'acquario di Genova, ma che noi assecondiamo di buon grado. Ma papa Francesco era la punta dell'iceberg, che le ha tolto persino la parola».
Tanti sono i ragazzi di “Giovani Sorrisi” e del reparto di Oncoematologia dell’ospedale San Matteo di Pavia che hanno incontrato papa Francesco grazie al lavoro di Monica Caldana e di Pietro Castellese (quest'ultimo per parte dell’ospedale lombardo) e dei tantissimi volontari che contribuiscono a realizzare sogni che a volte sembrano impossibili. Tante le lettere che sono state recapitate a papa Francesco, comprese quelle scritte da coloro che non erano a Roma. La lettera di Lucia, invece, è stata lei stessa a volerla consegnare direttamente al pontefice.
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