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Majorca, nuovo furto di rame e attrezzi

Majorca, nuovo furto di rame e attrezzi

Scandiano, dipendenti preoccupati: così l’azienda perde risorse per coprire i debiti. Deciso un servizio di sorveglianza

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SCANDIANO. Un furto, una gran quantità di rame sparita fra dubbi e incertezze, e un nuovo servizio di vigilanza e di ronde. La sede della ceramica Majorca a Bosco sarà presidiata con grande attenzione dopo il furto di rame avvenuto martedì notte negli edifici che per decenni hanno ospitato la storica azienda scandianese, ora vicina al fallimento.

Una squadra di visitatori non autorizzati hanno portato via attrezzature e “spelato” parecchie decine di metri di cavi elettrici per rubarne l’anima in rame, molto richiesta e facilmente smerciabile. E ora si cerca di correre ai ripari.

Sabato, in un’assemblea dei dipendenti della Majorca, si è parlato di ammortizzatori sociali per il loro futuro ma anche di questo furto. Il commissario liquidatore Anna Spaggiari ha deciso di organizzare un servizio di vigilanza esterna, rivolgendosi ad un’agenzia di sicurezza che nelle ore notturne sorveglierà lo stabilimento, per prevenire altre effrazioni.

Anche i lavoratori hanno deciso di mobilitarsi in questo senso, e si stanno organizzando per delle ronde nell'area attorno all'azienda, nel quartiere industriale di Bosco, sempre per disincentivare dei potenziali ladri. Si lancia anche un appello a chi lavora e vive nella zona, perché segnali alle forze dell’ordine ogni movimento sospetto o quantomeno inusuale attorno alla Majorca.

Allo stesso tempo, i dipendenti hanno anche delle perplessità su quanto accaduto: «Al mattino hanno staccato la corrente dentro alla ceramica, a parte i cavi che forniscono l’elettricità agli uffici, e guarda caso la notte stessa arriva un furto proprio ai cavi elettrici, per prendere il rame. Qualche dubbio ci rimane, anche se non vogliano accusare nessuno e non abbiamo prove concrete di alcunché, però diciamo che la coincidenza è quantomeno strana» – spiega Giovanni Di Gregorio, uno dei rappresentanti sindacali interni della Majorca.

Nella nottata fra lunedì e martedì i ladri sono entrati nei capannoni, dopo che al mattino era stata tolta la corrente elettrica dalla struttura, inutilizzata dalla fine di maggio quando è stata fermata definitivamente la produzione a causa dei problemi aziendali e dei milioni di euro di debito.

Gli autori hanno probabilmente usato dei furgoncini, portati negli spiazzi interni, per caricare più comodamente il bottino pesante. Hanno lavorato diverse ore al buio per “spelare” molti dei cavi elettrici e prelevare quindi il rame usato come conduttore dell’energia elettrica dentro ai fili. Il rame è spesso nel mirino dei ladri, perché è molto richiesto e vendibile senza grosse difficoltà, e non è difficile procurarsene grandi quantità in aziende ed edifici abbandonati e non. Si tratta di un’altra botta per azienda, lavoratori e creditori. Con la procedura di fallimento volontario avviata a inizio ottobre, le risorse disponibili per coprire i debiti sono prima di tutto i beni materiali, quindi la sede, che con questi furti viene depauperata e perde ulteriormente valore. Per arginare i danni, ed evitare che la ceramica torni ad essere visitata in futuro, sono state quindi prese delle contromisure.

Adriano Arati

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