Solo il settore vitivinicolo salva l’annata agricola
L’allarme lanciato da Antenore Cervi, presidente della Cia: «Tutti i settori dal suinicolo al lattiero caseario presentano un preoccupante segno meno»
REGGIO EMILIA. «Un’annata piena di ombre e scarsa di luci, quella che sta concludersi per l’agricoltura reggiana: ci attendiamo infatti risultati economici inferiori al 2013, che già non era stata una gran annata, mentre i costi a carico degli agricoltori non sono certo diminuiti. In un tale contesto, viene da chiedersi chi produrrà il cibo che mangiamo, se i nostri agricoltori continuano a faticare senza produrre reddito». E’ il giudizio che il presidente della Cia reggiana Antenore Cervi esprime mentre si chiude l’annata agraria. «I dati che stiamo valutando sull’andamento dei principali comparti - prosegue Cervi - presenta il segno meno per tutti, almeno sul piano economico, con la fortunata eccezione del vitivinicolo». Ad incidere, secondo la Cia di Reggio, sono stati fattori strutturali, di mercato, meteorologici. Ecco il bilancio settore per settore.
Vitivinicolo. Molto interessanti i dati relativi alla vendemmia 2014 in terra reggiana che sfiorando 1,5 milioni di quintali di uva sono in crescita del 7,6% rispetto a quelli della passata stagione. Dal punto di vista qualitativo la stagione è andata meglio del previsto anche se l'andamento stagionale ha condotto a un abbassamento del grado zuccherino delle uve. Sul piano economico i prezzi di mercato sono stati discreti e l’avvio del mercato dopo la vendemmia è stato promettente, con le quotazioni dei Lambruschi che dovrebbero confermarsi sui 6 euro, mentre per il Rossissimo si registra un aumento del 10%.
Suinicolo. Continua il ridimensionamento del patrimonio suinicolo provinciale, stabilizzatosi sotto i 300mila capi. I prezzi si sono mantenuti stabili rispetto all’anno scorso, ma con andamento molto altalenante e negli ultimi mesi «anomalo rispetto alle situazioni storiche» afferma Cervi. Di contro, il calo dei prezzi delle materie prime necessarie per formulare i mangimi ha aiutato per certi versi a raggiungere livelli di redditività, «che restano tuttavia insufficienti».
Lattiero caseario. Per il Parmigiano-Reggiano l’annata sembra destinata a chiudersi con una conferma del volume produttivo che attualmente risulta in crescita di uno 0,6% a livello comprensoriale, che è però l’1,4% nel Reggiano, dati in ogni caso in tendenza calante. Nel contempo però il mercato ha visto un tracollo delle quotazioni con prezzi inferiori al pareggio con i costi produttivi, cosa che rischia di compromettere l’equilibrio economico degli allevamenti bovini.
Altri vegetali. Come è stato per la vite, i fattori meteorologici di un’annata anomala per le alte precipitazioni e le basse temperature di gran parte dei mesi più importanti per la produzione agricola in campo, hanno condizionato le produzioni vegetali della provincia.
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