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È boom di furti, paura tra i residenti di Rivalta

È boom di furti, paura tra i residenti di Rivalta

Da quartiere residenziale a meta ambita di malviventi. «Il Comune? Ci hanno dato sempre risposte evasive»

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REGGIO EMILIA. Il degrado sociale e l’insicurezza non affliggono soltanto via Turri, via Veneri e, in genere, la periferia nord della città. Anche dalla zona sud, infatti, si leva l’allarme per il crescente malessere e la scarsa vivibilità, che non risparmia i quartieri residenziali di maggiore pregio. Una situazione insostenibile, come denunciato da una famiglia di Rivalta: un furto subito e addirittura altri tre sventati, soltanto nell’arco degli ultimi tre mesi.

«Abito con mia figlia quattordicenne e con mio padre – afferma il 36enne Andrea Grassi – viviamo in una villetta in via Roberto Ardigò, a ridosso del nuovo tratto della pista ciclabile che corre lungo il Crostolo verso la vasca di Corbelli. Il primo furto l’abbiamo subito poco dopo Ferragosto. Rientrando verso le quattro del mattino, ho sentito in casa rumori sospetti. I ladri sono fuggiti in un baleno dileguandosi fra la pista e la boscaglia che fiancheggia il torrente. Allora ho chiamato la polizia, che è intervenuta subito. Un’inferriata del piano terra era stata piegata, quanto bastava per consentire il passaggio di una persona molto magra, probabilmente un ragazzo. I cassetti erano sottosopra e mancavano venti euro. I malintenzionati, poi, hanno tentato di introdursi anche quando eravamo in casa, due volte in piena notte e lunedì scorso alle 23».

Due circostanza in cui, aggiunge Grassi, a nulla è valsa la presenza in casa dei residenti: «Non temono neanche la nostra presenza. C’è davvero di che avere paura. Per fortuna la polizia e, l’ultima volta, anche i carabinieri sono sempre accorsi nel giro di pochi minuti. Dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine che sono sempre state tempestive negli interventi. Sono state le uniche istituzioni pubbliche a darci attenzione e supporto. L’assessore Mirko Tutino, a cui abbiamo chiesto un incontro, ci ha sempre dato risposte evasive».

Da quando, all’inizio del Settecento, il duca Rinaldo d’Este fece costruire la reggia per il figlio Francesco e la nuora Carlotta Aglae d’Orléans, Rivalta è sempre stata una sorta di isola felice immersa nel verde. Ora, invece, nelle case singole costruite a ridosso del palazzo ducale si vive nell’incubo delle intrusioni da parte dei soliti ignoti. «Da più di quattro o cinque anni – continua Andrea Grassi – siamo oggetto di furti continui, a cui si accompagnano episodi di vandalismo, spaccio di droga e bivacchi di persone poco raccomandabili. La situazione è peggiorata in seguito alla realizzazione della pista ciclabile al confine con la mia proprietà. Occorrerebbe almeno dotarla di illuminazione, come nel tratto che va dal ponte di San Pellegrino alla palestra Champions. Il buio notturno, adesso, è talmente intenso da costringere chi vi passa a camminare a tastoni. Per i ladri è una via di fuga ideale, che ha sempre consentito loro, finora, di dileguarsi rapidamente».

Fra gli abitanti di via Ardigò c’è chi vive quasi barricato in casa. Tutti guardano con timore gli stranieri che bivaccano nelle vicinanze e chiunque vi si aggiri con fare sospetto. Grassi non lascia mai a casa da sola la figlia, tiene all’interno un cane pronto ad abbaiare e ha montato recentemente un sistema d’allarme collegato con la polizia. (l.s.)

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