Eternit, oggi l’ultimo atto in Cassazione
Rubiera: una delegazione guidata dal sindaco Cavallaro e dai famigliari delle vittime questa mattina sarà a Roma
RUBIERA. Rubiera va a Roma, per combattere l’ultimo atto (si spera) della battaglia contro l’amianto, dopo migliaia di vittime.
Questa mattina alla sede capitolina della Corte di Cassazione si terrà una nuova udienza del terzo grado di giudizio sul “processo Eternit”, che riguarda le tantissime persone morte negli anni per tumori causati dall'esposizione all’Eternit, un isolante a base di amianto realizzato e distribuito in tutto il mondo della ditta belga Etex.
Rubiera, dove per decenni Eternit ha avuto un grande stabilimento, è uno dei paesi più colpiti in assoluto, dopo la piemontese Casale Monferrato, sede principale dell'azienda in Italia. Nel secondo grado di giudizio, la Corte d’Appello di Torino – tribunale in cui si è sviluppata l’inchiesta iniziale – ha deciso che le famiglie delle vittime dell’amianto vengano “ripagate” per le loro sofferenze, e così gli enti pubblici coinvolti, fra cui il Comune di Rubiera, che dovrebbe ricevere due milioni di euro, se la sentenza della Corte d’Appello verrà confermata.
La Cassazione è l’ultimo grado di giudizio italiano per la causa. Nella capitale vi saranno tanti parenti degli scomparsi, famiglie ormai coese dal dolore, ma anche il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, affiancato dall’avvocato dell’ente, a rappresentare il Comune.
È un modo, spiega il primo cittadino, «per essere vicino alle famiglie rubieresi coinvolte in questo dramma, ma anche per sancire la presenza del Comune in quell'aula».
La speranza è che l’odissea – i tempi sono circa quelli – possa terminare il prima possibile, in Italia e a livello internazionale, vista la vastissima portata del problema Eternit.
«Spero che anche la suprema corte riesca ad avere la capacità di giungere a sentenza in tempi rapidi» – riflette Cavallaro, che parla anche del lavoro svolto con altre realtà simili: «Ci siamo già mossi, nei mesi scorsi e coordinati con Casale Monferrato, per attivare il percorso internazionale - non semplice - che mira ottenere il risarcimento che sarà investito a Rubiera in progetti e opere connesse alla salute e all'ambiente, devastati da quella vicenda».
Questo percorso - è l’augurio - potrà servire «anche a tutte le famiglie a loro volta in attesa di risarcimento. Spero davvero che la Corte riconosca la portata e la qualità giuridica del percorso del processo Eternit, che davvero segna una rivoluzione nella responsabilità nel campo del lavoro e dei reati ambientali. Anche in questa sede, grazie al pm Guariniello per l’enorme, incredibile lavoro svolto nel portare a processo - con successo - i responsabili». Non ci saranno solo Rubiera e Casale Monferrato, gli ex lavoratori e gli amministratori, oggi a Roma ad attendere l’udienza, ma gruppi e delegazioni da Piemonte, Emilia-Romagna e una buona fetta di Italia. Parteciperanno la neonata associazione familiari e vittime dell’amianto emiliano-romagnola, dipendenti dell’OGR di Bologna, gli studenti del liceo bolognese “Laura Bassi” e la Cgil, con esponenti del sindacato regionale e dei distaccamenti di Bologna, Reggio, Ferrara e Ravenna.
Adriano Arati
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