Iafrate sulla Municipale «Contrari al Corpo unico»
Guastalla, si riaccende la polemica sul “rientro” nell’Unione Comuni della Bassa L’ex vicesindaco, ora all’opposizione, contrario alle scelte della giunta attuale
GUASTALLA. L’amministrazione comunale di Guastalla non ha ancora disposto gli atti per riportare la Polizia municipale locale all’interno del Corpo Unico dell’Unione dei Comuni della Bassa reggiana, in vista di una riorganizzazione più vasta (l’uscita di Bagnolo e l’ingresso di Boretto) e già scoppiano le polemiche.
Il consigliere del gruppo di minoranza “Per Guastalla” Vincenzo Iafrate, ex assessore alla sicurezza nell’ex giunta Benaglia di centrodestra, ha già annunciato battaglia.
«Il fatto che le contravvenzioni restino al Comune di Guastalla è solo uno specchietto per le allodole. Il fatto è che rischiamo nel nostro territorio – afferma Iafrate – di non avere quegli agenti di polizia che invece abbiamo oggi».
Il sindaco Camilla Verona, al momento del suo insediamento, nella relazione relative alle linee programmatiche della nuova giunta di centro sinistra, aveva sostenuto che uno degli elementi caratterizzanti del suo mandato, sarebbe stato quello di riportare all'interno dell’Unione dei Comuni della Bassa reggiana, il servizio di Polizia municipale, sia per una migliore gestione delle risorse umane e per un maggior contenimento della spesa per il personale. Per il momento, questo passaggio, resta solo un’intenzione e il percorso è ora ritardato dalla piena del Po che sta impegnando l’intera Giunta nelle attività di supporto e coordinamento tra Aipo, Prefettura di Reggio e Protezione civile. L’amministrazione comunale aveva infatti espresso l’intenzione di iniziare a discutere dell'argomento entro la fine di questo mese.
Ma il consigliere Iafrate però non ci sta. «Quando ero vicesindaco nonché assessore alla sicurezza, ho dimostrato in un consiglio comunale, attraverso la proiezione di slides, perchè era più conveniente per il nostro Comune avere una propria Polizia municipale. C’è la questione dei mezzi, del personale e di risorse che spendevamo solo noi. Per questo motivo, all’epoca, come Giunta, decidemmo di avere un corpo autonomo di polizia municipale. Abbiamo anche provveduto ad assumere tre agenti, perchè in organico ne mancavano tre. Il rischio adesso, è che il nostro personale – ha concluso l’ex vicesindaco Vincenzo Iafrate – dato che molti altri Comuni della bassa reggiana hanno pochi agenti, venga impiegato da altre parti a scapito della sicurezza e del controllo del nostro territorio». (m.p.)
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