Rifiuti, in un anno cinque tonnellate in meno
È il risultato ottenuto da un ipermercato Coop con il progetto “No waste” nel segno del riciclo e del recupero dei materiali
REGGIO EMILIA. Una volta lo chiamavamo "rusco" ("al rosch"). Era puzzolente, ma poco voluminoso e facilmente smaltibile. Ora l'immondizia è una marea montante che rischia di sommergerci e di svuotarci le tasche con bollette sempre più care. La si esorcizza anche traducendola in inglese.
Ma il progetto europeo "No waste", sviluppato negli ultimi tre anni dalla nostra città insieme al comune di Trento, ad Ambiente Italia, a Coop consumatori Nordest e a Reggio nel Mondo, vuole essere una strategia efficace per favorire una raccolta efficiente e capillare dei rifiuti, ridurli alla fonte, smaltirli, riciclare e recuperare i materiali e garantire una politica tariffaria controllata. I risultati conseguiti da No waste saranno illustrati venerdì nella sala degli Specchi del Valli.
Ieri l'assessore alle infrastrutture Mirko Tutino, la dirigente Laura Montanari, Daniela Marinangeli di Coop Nordest e Elisa Grisanti di Reggio nel Mondo li hanno anticipati, sottolineando che un ipermercato tipo è riuscito a ridurre la produzione dei rifiuti di 500 tonnellate all'anno.
«Ciò è avvenuto - spiega il Comune - grazie all'utilizzo di cassette riutilizzabili per l'ortofrutta, al reso dei bancali e alla gestione dei prodotti in prossimità delle scadenze. La stima ammonta a circa sette chilogrammi per ogni mille euro di fatturato». L'obiettivo è quello di limitare uno dei fattori di inquinamento più pesanti per la nostra città. Infatti Reggio, secondo il rapporto annuale di Legambiente presentato alla fine d'ottobre, nonostante il progetto "No waste" è precipitata quest'anno al 44esimo posto nella classifica dell'ecosistema urbano soprattutto a causa della produzione dei rifiuti. Ne accumuliamo ben 698,7 chili per abitante, una cifra che ci colloca addirittura al 93esimo posto nella graduatoria specifica, quasi a ridosso di Rimini, che è fanalino di coda con i suoi 815,8 chili, ma a causa della presenza massiccia di turisti. Trento, invece, è settima con 407,5 chili.
«Il governo del ciclo dei rifiuti - sottolinea Tutino - è una delle grandi sfide dell'epoca odierna. Reggio e Trento la stanno affrontando con un modello avanzato che costituisce uno dei riferimenti a livello nazionale». L'esperimento si basa sulla collaborazione fra le aziende commerciali e gli enti pubblici. Oltre a ridurre i rifiuti generati dalla grande distribuzione, si recuperano quelli invenduti e quelli riutilizzabili. Coop, fra l'altro, incentiva la vendita dei prodotti alimentari vicini alla scadenza.
«La riduzione dei rifiuti - insiste Tutino - è un problema da affrontare a livello nazionale. Sarebbero da rivedere, ad esempio, le norme sugli imballaggi, che prevedono in Italia tasse molto inferiori a quelle di altri paesi. Tuttavia gli enti locali hanno margini di manovra importanti. Si possono fare interventi sulla grande distribuzione, chiamando le imprese a collaborare. Si deve puntare a una riduzione reale dei rifiuti e non puramente contabile, come quella fatta da certe città del Veneto che ci superano nella graduatoria».
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