Gazzetta di Reggio

Reggio

OGGI NELL’AULA MANODORI

Dalla Mediopadana alla comunità d’area vasta

E’ il tema del convegno organizzato da Rotary Club, Unindustria e Università

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REGGIO EMILIA. L'area geografica su cui insistono i territori di Mantova, Modena, Reggio Emilia e Parma rappresenta una grande realtà economica e sociale, in cui vivono e lavorano oltre due milioni di abitanti animati da una straordinaria capacità imprenditoriale che hanno dato vita a migliaia di imprese manifatturiere fortemente innovative e internazionalizzate.

La connessione fra gli attori economici, amministrativi, sociali e culturali che operano su questi territori - in una prospettiva di futuro condiviso, nel mantenimento di identità e prerogative di ciascuno - potrebbe generare una nuova Comunità d'area, con prospettive di sviluppo di maggior valore. Questa la sollecitazione avanzata ai protagonisti del convegno dal titolo "La nuova dimensione Mediopadana. La prospettiva di un territorio in una logica di area vasta" organizzato dal Rotary Club Reggio Emilia, in collaborazione con Rotary Club Reggio Emilia Val di Secchia, Unindustria Reggio Emilia e Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, che si terrà oggi alle 17.30 nell’aula magna "Manodori" all’università in viale Allegri.

Le relazioni dell'ingegner Lauro Sacchetti su "La dimensione Mediopadana" e del professor Aldo Bonomi su "La soggettività Mediopadana" introdurranno la conversazione tra il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, il presidente di Unindustria Reggio, Mauro Severi, e il presidente della Camera di Commercio di Parma, Andrea Zanlari.

I lavori aperti dal professor Riccardo Ferretti, pro rettore dell'Università di Modena e Reggio, nonché presidente del Rotary Club Reggio Emilia, saranno condotti dal direttore della Gazzetta di Reggio, Paolo Cagnan.

L'iniziativa si propone come sede di confronto rispetto alle prospettive di questa area vasta, anche alla luce delle recenti riforme istituzionali che registrano la riorganizzazione dei piccoli comuni, la soppressione delle province, la ridefinizione delle autonomie regionali e la riforma del sistema camerale. La formazione di una nuova architettura amministrativa potrebbe favorire la nascita di una nuova identità.

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