«E’ uno scandalo, così si umilia la giustizia»
Le reazioni dei sindacati alla decisione della Corte: «Scelta sconcertante, sono morti due volte»
RUBIERA. «Una richiesta scandalosa, che umilia la giustizia, sconcertante, che fa morire due volte le vittime». Sono violentissime, ed era inevitabile, le reazioni alla richiesta di prescrizione sul caso Eternit avanzata dal sostituto procuratore, con proscioglimento dell’industriale svizzero Stephan Schmidheiny (nella foto). «È scandaloso che di fronte a un reato che ha portato nei fatti migliaia di morti oggi si arrivi alla sentenza di prescrizione, come se la morte potesse essere prescritta», attacca il segretario generale Fiom Cigl Giorgio Airaudo. La Cgil parla di scelta «sconcertante».
Parla di giustizia umiliata il deputato piemontese Pd Fabio Lavagno. «Uno schiaffo ai famigliari e alle vittime dell'amianto. Umilia la storia di una lunga battaglia sindacale, politica e civile partita da Casale Monferrato e portata avanti per decenni». E le conseguenze potrebbero essere ancora più pesanti: «Lo stesso procuratore Iacoviello, dichiarando che tra giustizia e diritto sceglie il secondo, rende vano il carattere innovatore delle sentenze precedenti che prevedevano il disastro ambientale permanente». Il senatore Vannino Chiti, Pd: «Nel rispetto dell'autonomia della magistratura, rimango sinceramente sconcertato».
«È inammissibile e fuori da ogni logica, è l'ennesimo schiaffo ai familiari delle vittime e a tutti coloro che stanno ancora subendo i danni», commenta Tiziana Beghin, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. «E’ come se le vittime dell'inquinamento da amianto fossero morte due volte», aggiungono gli esponenti di Green Italia Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. «Sarebbe del tutto inaccettabile considerarlo come un reato istantaneo, soggetto a prescrizione. E’ perciò giuridicamente e moralmente indecente la scelta di lasciare totalmente impunita l'azione criminale di chi, nel nome del profitto, ha violato sistematicamente la legge esponendo a rischi mortali migliaia di lavoratori e cittadini». L'avvocato Sergio Bonetto, che difende i famigliari di 400 parti lese e di diverse associazioni: «L'amianto continua ad uccidere. Il picco delle morti è previsto per il 2025, quindi il reato di disastro ambientale doloso è ancora in corso e non si è affatto prescritto».(adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
