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Area vasta, una terra di mezzo da costruire

Area vasta, una terra di mezzo da costruire

La dimensione Mediopadana al centro di una tavola rotonda organizzata dal Rotary all’università

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REGGIO EMILIA. La collocazione policentrica del territorio reggiano, abbinata alla presenza della fermata dell'Alta Velocità, può diventare elemento catalizzatore per arrivare ad una dimensione Mediopadana capace di aggregare le comunità delle aree limitrofe? L'interrogativo era al centro del convegno promosso dal Rotary cittadino che ha riunito ieri nell'aula magna dell'Ateneo studiosi, politici e rappresentanti di vertice delle istituzioni e dell'imprenditoria. Il quesito non ha trovato soluzioni definitive ma ha acceso analisi e stimolato riflessioni sia dei due relatori che hanno aperto i lavori che dai partecipanti ad una tavola rotonda condotta dal direttore della Gazzetta di Reggio Paolo Cagnan.

Nel suo benvenuto il presidente del Rotary Riccardo Ferretti ha sottolineato l'annullamento delle distanze in un mondo reso piatto dai nuovi sistemi di comunicazione e indicato negli uomini, nelle imprese e nei capitali reggiani il successo del territorio. L'ingegner Lauro Sacchetti è sceso ancor più in dettaglio rimarcando l'attrattività del bacino mediopadano in una dimensione che supera i confini tradizionali. Ha immaginato, aiutandosi con un filmato e diapositive, questa nuova realtà fra le città metropolitane di Milano e Bologna come un'area vasta che però necessita di infrastrutture rinnovate. «Per avere una sua precisa personalità - ha poi rimarcato il sociologo Aldo Bonomi presidente di Aaster - occorre però una metamorfosi, un nuovo modello non più tracciato sulle fondamenta dell'era napoleonica». La nuova "terra di mezzo", come l'ha definita, ha bisogno di una piattaforma da costruire con l'adesione di tutti.

Un aspetto approfondito nel successivo dibattito che ha coinvolto il presidente di Unindustria Mauro Severi («Le nostre imprese sono aperte al mondo. Apriamo i nostri confini»), il sindaco di Reggio Luca Vecchi («Occorre superare la logica dei campanili e sensibilizzare la comunità per dare a questo angolo d'Emilia una valenza su scala europea»), il segretario generale della Camera di commercio di Parma, Alberto Edgardi («Discutiamone. Lo stesso argomento è sul tavolo degli enti camerali»), e il sindaco di Carpi Alberto Bellelli («In Emilia siamo abituati a partire dal basso, dalla gente, per arrivare ai grandi cambiamenti»). Servono dunque strategie comuni; di sicuro se ne parlerà ancora. (l.v.)

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