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Bilancio, tremano le partecipate

Bilancio, tremano le partecipate

L’assessore Notari in commissione: «Mi aspetto da loro sacrifici per ridurre le spese del Comune»

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REGGIO EMILIA. L’assestamento di 497mila euro illustrato ieri in Commissione consiliare dall’assessore al Bilancio, Francesco Notari, che sarà discusso martedì in sala Tricolore, è solo un assaggio, rispetto alla manovra obbligata che il Comune dovrà fare sul bilancio 2015 per far fronte a un taglio che va dai 10.6 ai 12.6 milioni di euro. Una cura dimagrante che si annuncia drastica e che, anticipa lo stesso Notari, non riguarderà solo la macchina comunale: «Mi aspetto che lo stesso sacrificio che dovrà fare il Comune venga fatto anche dagli enti partecipati».

L’assessore ricorda «che il Comune non intende aumentare il prelievo tributario: con la pressione fiscale arrivata complessivamente a livelli non più sostenibili e non incrementabili, questi ulteriori tagli arrivano dopo cinque anni di Spending Review, con una costante riduzione dei trasferimenti statali. La spesa corrente è passata dai 131 milioni di euro del 2008 ai 121 milioni del 2013».

Se la speranza «che il Parlamento riduca i tagli agli enti locali» è l’ultima a morire, in Municipio tuttavia si è iniziato a ragionare su cosa può essere limato.

«Nei giorni scorsi – sottolinea Notari – ci siamo incontrati con gli assessori e i dirigenti per illustrare il quadro generale. Ogni assessore farà le proprie valutazioni. Io mi sto occupando delle spese generali sulle quali c’è ancora un piccolo margine di intervento. Non si tratterà di tagli lineari ma selettivi, ed ogni assessorato deciderà quali sono i progetti strategici. Ma non possiamo pensare di mantenere tutto l’esistente e di aggiungere nuovi progetti».

Per quanto riguarda le spese generali, spiega l’assessore, «quelle obbligatorie sono di 72 milioni di euro, undici sono di spese discrezionali e 29 di spese per contributi a enti e società partecipate, che significa scuole, asili e Teatri. Invece una cifra di circa 10-11 milioni è composta di voci coperte da contributi che arrivano da Stato, Regione e Ue. Qualcosa è stato fatto e un margine c’è ancora, ma anche le partecipate dovranno mettere in campo interventi simili». Per quanto riguarda le entrate, il Comune «punta ad intercettare una maggior quantità di contributi Ue che serviranno a coprire una parte più elevata di spese generali».

Ma, per Notari, bisogna evitare che la riduzione delle spese discrezionali determini un effetto perverso. «Il personale viene pagato, ma se non ci sono progetti e risorse non può far nulla», sottolinea.

Un risparmio di 100mila euro arriverà anche dalla diminuzione del numero dei dirigenti. Una goccia. Già l’ultimo assestamento riguarda l’utilizzo di 497mila euro di maggiori entrate (86mila arrivano dalla lotta all’evasione fiscale, 256mila da risparmi sul personale, 55mila per minori gettoni e indennità, 46mila da risparmi sui affitti e 34mila da maggiori entrate su concessioni di beni). Di questi 240mila euro saranno destinati all’Istituzione scuole e nidi d'infanzia (che ne chiedeva 320mila) e 46mila per le utenze degli uffici giudiziari.

Roberto Fontanili

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