Ferrari: «Così si uccidono due volte le persone»
RUBIERA. «Una vergogna, così si uccidono due volte le persone». Ha passato una notte in bianco Monica Ferrari, referente reggiana del Cora, il comitato sull’amianto, che mercoledì era a Roma a...
RUBIERA. «Una vergogna, così si uccidono due volte le persone». Ha passato una notte in bianco Monica Ferrari, referente reggiana del Cora, il comitato sull’amianto, che mercoledì era a Roma a seguire l’udienza “fatale”, dopo tanti anni di battaglie. «Ho fatto molta fatica a dormire, certo che fatti questi ci parlano di un Paese che fatica ancora parecchio a fare i conti con se stesso, è inevitabile essere delusi», spiega.
«Così sono state uccise due volte, queste persone a cui eravamo legati. E il problema non è certo terminato, perché oltre alle persone morte per mesotelioma dobbiamo ricordare quelle che oggi sono ammalate, e quelle che sono state esposte», ricorda.
«I tempi degli effetti sono molto lunghi, il picco del mesotelioma è previsto per il 2025, e vi sono zone ancora tutte da bonificare – sottolinea la Ferrari – Non parlo tanto dell’area di Rubiera, che era circoscritta ed è stata sistemata del tutto, ma nel piemontese vi sono ancora tantissime zone dove il pericolo esiste, e che devono essere bonificate. Non è una questione conclusa, e questa battaglia dovrà andare avanti, vediamo cosa porterà la nuova inchiesta di Guariniello».
Parole simili arrivano anche dalla Cgil: «La sentenza Eternit è inaccettabile, l’amianto è un killer che continua a mietere vittime e le responsabilità sono accertate», attacca il sindacato. «L’amianto ha ucciso e sta uccidendo e condividiamo le prime dichiarazioni del pm Guariniello con le quali afferma che ci sono tutte le condizioni per procedere con l’accusa di omicidio – prosegue – L’amianto è una bomba a orologeria a lungo periodo: non è possibile che coloro che l’hanno innescata siano trattati come gran signori. Di amianto si muore e si continua a morire».
E la battaglia, appunto, non è ancora conclusa: «Non ci fermeremo e dopo avere costituito nei giorni scorsi l’associazione che rappresenta i familiari e le vittime dell’amianto, attiveremo tutte le iniziative utili a rendere giustizia ai lavoratori e cittadini morti». (adr.ar.)
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