Il turismo passa da Reggio prima di approdare a Expo
È l’obiettivo dei “pacchetti” che saranno messi a punto dai Club di prodotto Sono 107 le aziende del territorio che aderiscono al progetto enogastronomico
REGGIO EMILIA. Il “pacchetto turistico” comincia a prendere forma. E sostanza. Così come l’Expo non è più visto come obiettivo finale ma piuttosto considerato volano in grado di fare conoscere ai mercati esteri le potenzialità del nostro territorio. A partire dal turismo eno-gastronomico di qualità, ieri al centro di un workshop organizzato dalla Camera di commercio a Palazzo Scaruffi. Workshop che ha visto le aziende reggiane aderenti al progetto confrontarsi con i Club di prodotto dell’Emilia Romagna.
L’iniziativa è stata promossa dal tavolo Incoming Expo della Camera di Commercio coordinato dalla vice presidente Paola Silvi che, aprendo i lavori, ha sottolineato come l’evento si inserisca «nell’ambito delle iniziative che hanno a riferimento l’esposizione universale del 2015, ma guarda ben oltre le opportunità che da qui potranno derivare».
Quella di ieri è stata una tappa importante rispetto a un lavoro, quello svolto dalla Camera di Commercio, che ha visto l’Ente partecipare a fiere internazionali ma anche ospitare tour operator stranieri sul nostro territorio, così come organizzare riunioni e promuovere workshop con lo scopo di mettere in rete esperienze e allacciare contatti.
«E’ un progetto di sistema - spiega Paola Silvi - che vede come promotori insieme a noi l’Ente camerale della Regione, l’assessorato regionale all’Agricoltura e Apt servizi. Abbiamo iniziato facendo diverse riunioni alle quali erano chiamate a partecipare tutte le aziende reggiane interessate nei settori della ricettività, della ristorazione e della produzione. C’è stato un record di adesioni: siamo arrivati a quota 107 aziende mentre Bologna si è fermata a 55». «Queste aziende - continua Silvi - sono state chiamate a compilare una scheda nella quale autocertificavano la loro “qualita” nei diversi ambiti. Queste schede, insieme a quelle delle altre città dell’Emilia Romagna, sono finite in una banca dati della Regione. Ora è arrivato il momento del confronto: oggi, nella sede della Camera commercio di Reggio, le aziende del territorio hanno modo di incontrare i tredici Club di prodotto regionali. Entro metà dicembre, i Club presenteranno ognuno cinque nuove tipologie di pacchetto turistico trasversale per lo sviluppo del turismo enogastronomico e rurale di qualità in Emilia Romagna. Pacchetti nei quali saranno presenti le aziende reggiane scelte e che saranno costruiti per essere venduti durante i sei mesi di Expo ma non solo».
Un turismo, quello sul quale punta il nostro territorio, che va oltre il “mangiare e bere bene” per diventare “esperenziale”. «Sempre di più - entra nel merito la vice presidente della Camera di commercio - il turista che arriva, dopo avere visitato un caseificio vuole vedere come si prepara il Parmigiano Reggiano. Dopo essere stato portato in una cantina ha il desiderio di “sperimentare”. Si va dal desiderio di partecipare alla vendemmia alla curiosità di imparare a fare la sfoglia. E questo è quanto propongono, a diversi livelli, le aziende che hanno aderito al nostro progetto. Devo dire, con un grande entusiasmo da parte delle nuove generazioni, che hanno ben presente l’importanza della sfida».
Sulla portata internazionale dei pacchetti turistici si sofferma Paola Frabetti di Unioncamere Emilia Romagna. «Ci siamo concentrati - precisa - su sette mercati: Canada, Usa, Brasile, Regno Unito, Russia, Germania e Israele. Expo per noi è stato uno sprone a mettere in rete Ente camerale, Regione e Apt per valorizzare le nostre eccellenze». «L’obiettivo - aggiunge Giuliano Zuppiroli, responsabile innovazione e promozione del sistema agroalimentare della Regione - non è portare il pubblico dall’Expo sul nostro territorio ma farlo arrivare direttamente qui. E Reggio, grazie alla Mediopadana, è una della città più appetibili. Vanno quindi intercettati i flussi di turismo internazionali e indirizzati verso le nostre eccellenze a partire dall’enogastronomia ma non solo. Se parliamo di Reggio i pacchetti dovranno prevedere, accanto ai giorni trascorsi sul territorio, una giornata da trascorrere all’Expo di Milano. E in questo senso, potremo contare su vantaggiosi accordi con Italo. Sbagliamo se pensiamo di potere spostare il flusso da Milano a Reggio piuttosto che a Parma o a Rimini. Siamo noi a doverci presentare attrattivi».
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