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«Le nostre eccellenze vanno messe in rete»

Da Reggio alla Val d’Enza, i giovani imprenditori affrontano con entusiasmo questa nuova sfida

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REGGIO EMILIA. Potrà mai, il turista che arriverà in città dopo avere acquistato il suo bel pacchetto turistico, non varcare la soglia del ristorante Canossa, dove il carrello dei bolliti rappresenta da 43 anni il biglietto da visita per definizione della “Reggio da mangiare”? Non a caso, ieri, a incontrare i Club di prodotto, c’era anche Gianluca Calò, figlio del titolare del ristorante di via Roma. «Ho aderito a questo progetto con grande entusiasmo - ci spiega - soprattutto perché sono convinto che Reggio abbia una basa solida su cui lavorare rappresentata dall’agroalimentare. Noi lo diamo per scontato, ma per chi arriva a Reggio è un valore aggiunto. Ma bisogna andare oltre - continua Calò - e fare rete. Io sogno una grande cucina nella quale posso fare un corso a un gruppo di turisti che vuole sperimentare. Penso a un caseificio o a una cantina: luoghi che si prestano a un turismo conviviale». Da Reggio alla Val d’Enza. Romano Bussi è il proprietario dell’Angolo di Verlano, un room & breakfast nato dalla trasformazione nel 2008 di una piccola fattoria al centro delle Terre di Canossa. Ma è anche proprietario del ristorante Ranch La Cueva a Currada e, da quest’anno, gestisce il castello di Bianello. «Lavoriamo molto con Booking - racconta Bussi - e arrivano turisti soprattutto dal Belgio e dalla Germania, richiamati dalla figura di Matilde. Vengono qui per l’enogastronomia e cercano i prodotti d’eccellenza. Ma è anche la collina a sedurre i turisti in cerca di relax, di opportunità naturalistiche e artistiche».(c.c.)

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