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Risorse al palo, l’ateneo costretto a regalare 1.500 libri

di Enrico Lorenzo Tidona
Risorse al palo, l’ateneo costretto a regalare 1.500 libri

Arrivano le nuove pubblicazioni ma non c’è spazio sufficiente nelal sede reggiana di viale Allegri. L’università costretta a “disfarsene” chiede aiuto al Comune

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REGGIO EMILIA. Decine e decine di scatoloni con volumi vari, riviste scientifiche, pubblicazioni, saggi e manuali sono partiti dalla sede dell’Università di Modena e Reggio in viale Allegri per arricchire gli scaffali di biblioteche di associazioni pubbliche e private. Un lascito doloroso per l’ateneo reggiano, costretto a regalare ben 1.500 volumi nei giorni scorsi perché nella sede cittadina non c’è spazio a sufficienza, come testimoniavano le scatole che fino a pochi giorni fa ingombravano il pavimento della biblioteca.

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Ogni anno, infatti, arrivano nuove pubblicazioni che devono trovare posto sugli scaffali dei dipartimenti e soprattutto della biblioteca universitaria che si affaccia sul Parco del Popolo. Un luogo di ritrovo e ricerca per le migliaia di studenti che fanno affidamento però su un patrimonio di opere in dispersione, sul quale dovrebbero poter contare insieme ai professori per effettuare le ricerche necessarie ai corsi di studio. Alcuni libri potrebbero rischiare di essere addirittura mandati al macero, possibilità scongiurata in questi giorni dal professor Dino Giovannini, ordinario di psicologia all’ateneo reggiano.

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«Sono volumi che scarichiamo dall’inventario e che non sono necessariamente vecchi - spiega il docente - in molti casi si tratta di libri con un basso tasso di consultazione ma non per questo meno rilevanti dal punto di vista scientifico. Sono pezzi del nostro patrimonio che abbiamo dovuto regalare alle associazioni che, siamo sicuri, sapranno farne buon uso. Per una università, però, non è facile rinunciare alla propria eredità culturale per una mera ragione di spazio. Non siamo in grado infatti di trovare una soluzione all’interno della sede. E i vincoli della Sovrintendenza nell’ex caserma Zucchi non ci permettono di utilizzare scaffali nei corridoi».

Il via libera delle Belle arti è in realtà un problema secondario in questo momento: anche se fosse possibile trovare una collocazione adeguata, non ci sarebbero i soldi per comprare gli scaffali. Le risorse da destinare alle università sono sempre più scarse e un acquisto “banale” come quello dei ripiani è risulta oggi inaffrontabile per la sede reggiana. «Da tempo vorremo aprire la biblioteca universitaria anche alla cittadinanza - spiega Giovannini - ma al momento dobbiamo accantonare ogni progetto. Per iniziare servirebbe una sinergia con il Comune di Reggio al quale chiediamo, prima di tutto, se è possibile concedere all’università dei locali nei quali mettere nel frattempo i libri diciamo in eccesso. Se ci sono poi finanziatori che vogliono partecipare alla spesa degli scaffali saranno i benvenuti. Alcuni libri li ho messi io in una stanza perché non finiscano al macero. Grazie alle sinergie possiamo trovare una soluzione».

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