Rudolf Keller in concordato dopo l’accusa di truffa
REGGIO EMILIA. Sessanta giorni di tempo per presentare il concordato con riserva. È quanto concesso dal tribunale fallimentare di Reggio alla Rudolf Keller, società che produce concentrati d’uva e...
REGGIO EMILIA. Sessanta giorni di tempo per presentare il concordato con riserva. È quanto concesso dal tribunale fallimentare di Reggio alla Rudolf Keller, società che produce concentrati d’uva e conta su 18 milioni di fatturato e 11 milioni di debiti.
Un ricorso presentato a pochi mesi di distanza dalla clamorosa inchiesta su una maxi frode da 28 milioni di euro che ruota sulla produzione e commercializzazione in ambito internazionale di "wine kit" recanti in etichetta riferimenti a 24 vini italiani Dop e Igp tra i più noti (lambrusco compreso) ma che per gli inquirenti sarebbero contraffatti, diversi per origine e provenienza.
Un’inchiesta venuta a galla dopo le indagini dei carabinieri del Nucleo antifrode di Parma - coordinati dal pm Maria Rita Pantani - secondo i quali la ditta di Reggio avrebbe commercializza nel mondo il kit per autoprodurre il vino tramite una società canadese controllata (la Paklab) costituita appositamente per evitare le normative comunitarie e nazionali.
Tra le persone finite nell'inchiesta, con misure restrittive (divieto per due mesi di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali) emesse dal gip Angela Baraldi nei confronti dei due indagati considerati-chiave, cioè il 57enne Claudio Garuti (considerato dagli inquirenti l'amministratore unico della ditta reggiana e nel contempo presidente di quella canadese) e la lombarda Maurizia Mariani (ritenuta il direttore generale della Paklab).
Un pesante vicenda giudiziaria che ha certamente influito sull’attività dell’azienda che ha sede in via Pansa e che nel 2013 contava 13 dipendenti e un utile di 121mila euro. A curare la procedura sarà Alberto Peroni.
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