Gazzetta di Reggio

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Salario decurtato per i 200 neo assunti

di Enrico Lorenzo Tidona
Salario decurtato per i 200 neo assunti

Tagli anche alle pause, lavoratori pronti a due giorni di sciopero: «Piano irricevibile, la cooperativa scoppia di salute»

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REGGIO EMILIA. Prima l’annuncio di 200 nuove assunzioni nel giro di 3 anni in favore di giovani tra Reggio e Modena. Poi, a poche ore di distanza, l’invio della richiesta di rinnovo del contratto integrativo che prevede tagli sostanziali del salario proprio per i neo assunti. Una parabola seguita da Cir food - colosso cooperativo della ristorazione comunitaria che conta 11 mila dipendenti in tutta Italia - che ha fatto scattare la dura contestazione da parte di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs di Reggio, che minacciano ora 16 ore di sciopero, corrispondenti a due giorni di lavoro.

«L'annuncio delle 200 assunzioni è stato un colpo di marketing messo a segno per celare la sostanza dell'operazione - spiega Luca Marchesini della Filcams - La proposta giunta dal cda di Cir food prevede in pratica la disdetta del contratto integrativo per i neo assunti a Reggio e Modena. Per loro si tratta di una decurtazione di circa 50 euro al mese in busta paga. Per gli altri mille già in forze in provincia di Reggio verrà invece tagliata la pausa: chi lavora 8 ore al giorno dovrà passare da un break di mezzora ad appena un quarto d'ora».

Una proposta calata dall'alto che mina i rapporti tra lavoratori e azienda, come confermano le sigle sindacali. «Se non ritirano questa proposta dell’integrativo al ribasso siamo pronti a scioperare per due giorni» avvertono i rappresentanti dei lavoratori durante una conferenza stampa avvenuta ieri nella sede della Cgil di Regio.

Se Cir food non farà subito marcia indietro scatterà quindi la mobilitazione. Per i sindacati i dati di bilancio parlano chiaro. Nel 2013 i ricavi si sono assestati poco sotto il mezzo miliardo di euro, il margine operativo lordo è salito oltre i 28 milioni di euro e l’utile ha superato la soglia dei 12 milioni. Un primato tra le coop reggiane che per i sindacati non lascia alibi. «I vertici di Cir food si sono sperticati in lodi in questi mesi per annunciare un bilancio record - dice Enrico Gobbi della Fisascat - L'azienda, infatti, scoppia di salute ma disdice le condizioni del contratto aziendale per eccessiva onerosità. Qui però non c'è crisi e il piano è irricevibile. Non accettiamo un doppio regime di salario».

La coop, dal canto suo, ricorda che il rinnovo punta all’adeguamento «al contesto attuale». In pratica la proposta contrattuale non avrebbe avuto alcun impatto sui diritti consolidati dei lavoratori, avvertono i vertici di Cir food. «Al contrario, il nuovo accordo avrebbe promosso azioni concrete e innovative estese agli oltre 6.000 soci lavoratori della cooperativa presenti in Italia».

Una razionalizzazione su scala nazionale degli accordi integrativi che prevede per i mille dipendenti reggiani il mantenimento «di tutte le condizioni di maggior favore previste attualmente e per i nuovi assunti prevedrà un diverso riconoscimento economico territoriale, oltre ad altri istituti contrattuali». Verrebbe conservata anche una pausa retribuita durante l’orario di lavoro e che si aggiunge alla pausa per il pranzo. Nel progetto è previsto poi un sistema di benefit «più aggiornato rispetto alle dinamiche attuali vita-lavoro. Si tratta di un pacchetto di permessi extra per visite mediche, di una maggiore flessibilità lavorativa ed aspettative per rispondere alle singole esigenze familiari, del supporto allo studio con prestiti ad hoc e borse di studio per i figli, dell’apertura di uno sportello per l’assistenza sanitaria ed altri servizi a favore delle persone».

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