Doppia rapina all’Imperial chieste tre dure condanne
Castellarano: i banditi, tra i quali un 31enne del paese, accusati di sei colpi Spararono a Ubersetto e, secondo l’accusa, volevano uccidere il gestore
FORMIGINE. Sei anni e 8 mesi di reclusione per due degli imputati e quattro anni e 4 mesi per il terzo uomo della banda, assoldato in un secondo momento.
È la richiesta formulata davanti al giudice Paola Losavio dal pm De Sanctis, al processo con rito abbreviato per tentato omicidio in concorso e rapina a mano armata per i tre banditi che imperversavano nella primavera del 2013 tra Castellarano, Modena, Formigine, e Vignola. I tre sono accusati di sei rapine in cinque mesi ai danni di supermercati e sale giochi: l’ultimo colpo il 30 maggio 2013, alla 777 Play Slot a Ubersetto di Formigine.
Durante questa rapina venne sparato un proiettile ad altezza d’uomo. Il 3 giugno furono arrestati in due: Federico Aravecchia, 31enne residente a Castellarano, che poi ha confessato di aver sparato il colpo, e Alfred Plepci, albanese 26enne residente a Sassuolo, l’uomo assoldato in seguito dalla banda.
In seguito fu pizzicato dai carabinieri anche il terzo componente della banda, Giuseppe Farella, 47enne di Avellino residente a Sassuolo, identificato grazie all’auto usata nella fuga nell’ultima rapina, così come in altri colpi, riconosciuta da un testimone e di cui già si conosceva una parte della targa. Nelle perquisizioni erano spuntate una pistola con la matricola cancellata e una scacciacani a casa del 31enne di Castellarano, oltre ad abiti ad hoc per una rapina. A casa dell’albanese venne trovato un fucile rubato a San Giovanni in Persiceto.
Oltre alle armi erano stati trovati anche giubbotti e occhiali, utilizzati per mettere a segno le rapine, per un bottino complessivo di 25mila euro.
Due i colpi, ai danni dello stesso obiettivo, a distanza di tre settimane, il 7 e il 28 gennaio, alla sala giochi Imperial di Castellarano; il 28 febbraio e il 9 aprile era stato preso di mira il Conad di via Formigine a Modena; il 26 aprile il Conad di via Resistenza a Vignola e il 12 e il 30 maggio la sala giochi Play Slot 777 di Ubersetto. Il titolare cinese reagì, uscì per inseguire i banditi e Aravecchia sparò un colpo all’altezza del capo e solo per caso il cinese non era stato colpito.
Da qui l’accusa di tentato omicidio, estesa anche agli altri due nonostante non abbiano sparato o non fossero armati: erano a conoscenza del fatto che Aravecchia avesse la pistola e che questa avrebbe potuto essere utilizzata nei colpi.
Il giudice Paola Losavio ha riconvocato tutti per il 10 dicembre, quando leggerà la sentenza.
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