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Festa abusiva, chiuso il circolo

Festa abusiva, chiuso il circolo

Sequestro preventivo per il Paradise Club: i locali non erano agibili, la polizia denuncia il titolare

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REGGIO EMILIA. La polizia ha messo i sigilli ai locali del “Paradise Club” di via Garonna 9. Il provvedimento è di sequestro preventivo, chiesto dalla procura e autorizzato dal giudice per le indagini preliminari. Sotto accusa c’è l’attività del circolo gestita, secondo gli investigatori, come se fosse un locale pubblico senza di fatto esserlo. E una serata pubblicizzata per accogliere qualcosa come mille persone: ben oltre i limiti consentiti dal locale stesso. E realizzata nonostante dal questore fosse arrivata una diffida.

Tutto è partito da un esposto anonimo arrivato in questura. Invitava gli investigatori a guardare un evento di musica tecno del Paradise Club pubblicizzato su Facebook e in programma per la notte tra il 19 e il 20 settembre. La pagina in questione aveva già fatto registrare 800 adesioni. L’evento si preannunciava come un capace di attirare almeno un migliaio di persone.

Ma c’è un problema: il Paradise Club non è una discoteca, ma un circolo privato. La disciplina che li regolamenta non prevede che gli eventi siano aperti al pubblico, bensì sono riservati ai soci. Per i quali non è previsto il pagamento un biglietto, ma una tessera annuale.

Partono indagini e accertamenti da parte della polizia amministrativa. Il titolare del circolo viene convocato. A suo carico il questore Isabella Fusiello fa partire una diffida, affinché la serata non abbia luogo, informando il club sulle disposizioni normative vigenti che vietano queste tipologie di attività per i circoli privati.

Ma quando la notte del 20 settembre scattano i controlli, gli agenti scoprono che il locale nonostante tutto ha aperto e l’evento si è comunque tenuto nonostante l’assenza della prevista agibilità dei locali - mancano i certificati prevenzione incendi e le uscite di sicurezza erano bloccate da catene - con gravi pregiudizi per la sicurezza pubblica. Oltre che, naturalmente, in violazione delle norme che disciplinano l’attività dei circoli privati.

Le conseguenze non potevano non arrivare.

Dalla questura è partito l’invio della relativa informativa alla procura. E da qui la richiesta, poi, al giudice per le indagini preliminari per un sequestro preventivo del locale stesso. Richiesta che ha trovato il favore del gip, il quale puntualmente ha emesso il provvedimento. Gli uomini della polizia di Stato lo hanno eseguito nella giornata di venerdì, nel pomeriggio.

Ora, sulla porta del locale sono ben visibili i sigilli, in cui si informa il pubblico dell’avvenuto sequestro. Mentre il presidente del circolo, C.D., è stato denunciato per inosservanza del provvedimento di diffida e per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo.

Ma intanto il Paradise Club non esiste già più.

Resta l’insegna davanti al locale. Ma al suo posto è già stato aperto un altro circolo, il Social Club, sempre negli stessi locali. Sempre affiliato Entes. Un foglio appiccicato alla porta a vetri informa del cambio di circolo. Su Facebook sono pubblicizzati eventi. Ma che alla luce del sequestro dei locali, di proprietà di un parmense, non si potranno tenere. (el.pe)

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