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"La furia del fiume ha distrutto tutto"

"La furia del fiume ha distrutto tutto"

La disperazione dei titolari dei locali del Lido “La Quadra” e “Peace in Po”. E c’è chi in canoa va a sfamare i gatti. A Boretto si lavora per pulire il piazzale del Lido dai detriti e dal fango

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GUASTALLA. Le acque del Po, a Guastalla, si stanno ritirando giorno per giorno e tutti sperano che non arrivino altre piogge tali da determinare nuove ondate di piena. Ieri pomeriggio, il titolare del “Peace in Po” Guido Chiericati e il proprietario del ristorante “La Quadra”, Marco Lupi, sono andati a verificare i danni. Alcuni soci della canottieri “Eridano”, Ivan e Cristian Morelli, insieme a Maria Eugenia Santilla, muniti di barca, hanno fatto una breve escursione in golena per recuperare le poche canoe che si sono salvate. E un altro canoista, Marzio Branchini, com’era già successo nella piena del 2000, è andato a portare cibo a una colonia di gatti intrappolati in una casetta situata nella golena del fiume.

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Deprimente la scena che si è presentata agli occhi di Guido Chiericati del “Peace in Po”: la capanna che ospitava il chiosco bar è andata distrutta, le casse audio sono state staccate dai supporti e sono state trovate in mezzo al fango dopo essere state in balìa della corrente per giorni, gli impianti elettrici sono tutti da rifare. Il materiale interno al chiosco è stato disperso in golena dalla furia delle acque.

«Mi viene da piangere – ha detto Guido Chiericati – non si è salvato niente. Non so da che parte cominciare per rimettere in sesto questo posto. Purtroppo qui siamo in una zona in cui il lido più basso. Fin che le piene arrivavano a circa 2-2,50 metri i danni sono minimi ma quella dei giorni scorsi è arrivata a 3,50 metri e ha sommerso tutto. In 20 anni che sono qui, ho dovuto ripulire e lavorare per altrettante volte: praticamente una piena all’anno. Ci sono stati anni in cui di piene del Po ce ne sono state tre consecutive».

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Marco Lupi del ristorante-birreria “La Quadra” si prepara a entrare nel locale infilandosi lunghi stivali che gli arrivano all’inguine. «C’è molto lavoro da fare. Dobbiamo pulire e igienizzare tutto. Volevo chiudere per ferie a metà dicembre ma mi sa che ci andrò più avanti».

Alla canottieri “Eridano” altro disastro: oltre al fango, tutte le canoe che si trovavano nel magazzino, galleggiando sull’acqua alta, sono state schiacciate sul soffitto. Quelle che si sono salvate erano all’esterno e alcune di queste sono state trovate sui rami dei pioppi situati in golena. Le recinzioni del campo da basket sono state piegate e divelte dalla forza della piena. Il Po non ha risparmiato panchine e arredi per la raccolta rifiuti.

La pista ciclopedonale ha assunto il colore della sabbia. Tronchi e arbusti si sono fermati sui parapetti dei ponti e sul guard-rail. In viale Po, una ditta specializzata, ha provveduto a tagliare gli alberi che sono stati sradicati dalla piena del Grande fiume. Nei pressi del lido Po, il titolare del “Peace in Po” aveva legato su un terrapieno panchine, tavoli e sedie di legno che la corrente ha in parte rovesciato. Sotto al ponticello si notano bottiglie di vino immerse nell’acqua, ancora integre, e perfino una borsa dell’acqua calda arrivata da chissà dove. Al rumore dell’acqua che scorre ancora nella golena si aggiunge il “pagaiare” di un canoista: è Marzio Branchini di ritorno da una missione animalista: «Ho portato da mangiare a una colonia di gatti selvatici che non siamo riusciti a recuperare neppure con l’intervento dei vigili del fuoco. Uno pensavo di averlo perso perché era rimasto su una pianta. Ma in qualche modo è riuscito a raggiungere gli altri gatti».

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Al lido di Boretto, così come in molte altre località della Bassa, il livello del fiume è sceso drasticamente e sta ritornando a una condizione di quasi normalità. Sabato mattina alcuni operai del Comune hanno provveduto a pulire il piazzale con dei getti d’acqua, in modo da togliere i residui di fango che il fiume lascia dopo il suo passaggio. Il panorama del lido borettese è ancora “incompleto” e manca di un elemento classico: la motonave Stradivari che, dopo le vicissitudini dei giorni scorsi, si trova ancora a Polesine Parmense, in attesa che si verifichino le condizioni ottimali per fare rientro al pontile della Giudecca di Boretto.

Nei prossimi giorni inizieranno le fasi di pulizia e di conta dei danni anche all’interno del ristorante Lido Po, una delle strutture raggiunte dell’acqua nel corso di questa piena. Come già paventato nei giorni scorsi, è possibile che la parentesi dell’attuale gestione del ristorante possa concludersi anzitempo in quanto il contratto scade alla fine dell’anno.

Visti gli interventi che saranno necessari, è probabile che i titolari scelgano di non investire ulteriormente in vista delle poche settimane che restano da qui al termine del 2014. Graduale ritorno alla normalità, infine, per il ristorante "Trattoria del pesce", gestito dalla famiglia Gialdini così come l’Albergo del Po e il museo dei pontieri. L’acqua è tornata a lasciare spazio all’ampio piazzale e i titolari stanno man mano riportando all’interno gli arredamenti che erano stati messi in salvo nei giorni scorsi. Anche la viabilità sull’argine, dalle 20 di venerdì sera, è tornata a essere quella di sempre

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