Dopo il fallimento Burani sfila “Mariella Arduini”
La stilista tornerà sul palco della moda con la collezione autunno/inverno 2015 grazie ad un accordo con l’azienda bresciana Pongo che distribuisce Gaia Life
CAVRIAGO. Dopo due anni di assenza Mariella Arduini, meglio conosciuta come Mariella Burani, torna sul grande palcoscenico della moda, siglando un accordo con Confezioni Pango, l'azienda bresciana conosciuta per produrre e distribuire il brand Gaia Life.
L'accordo di licenza tra la designer e Pango prevede la realizzazione di un nuovo marchio, Mariella Arduini, che avrà inizio con la collezione autunno-inverno 2015.
«In questi anni - racconta la stilista - non mi sono mai fermata, ho continuato a coltivare la mia passione per la moda, un amore incondizionato che ancor oggi continua a crescere. In questo periodo le proposte di collaborazione sono state molte ma credo che il mio stile possa essere rappresentato e proposto da un unico nome, Mariella Arduini».
Pango, che lo scorso settembre ha festeggiato i 40 anni di attività, stima di chiudere il 2014 con un fatturato di 11,1 milioni di euro, in buona crescita rispetto allo scorso anno. «Siamo certi che Mariella abbia ancora molto da dare alla moda italiana - sostiene Gianfranco Scotuzzi, amministratore unico di Pango - ha uno stile ed un'immagine che nessuno è in grado di riproporre in questi ultimi anni anche perché lo stile di Mariella è unico ed intramontabile».
La notizia della nascita del nuovo marchio Mariella Arduini arrivi pochi giorni dopo una nuova tegola giudiziaria caduta sui Burani: la procura di Milano ha infatti chiesto il processo per Walter e Giovanni Burani (rispettivamente marito e figlio della stilista) e altre quattro persone oltre all’archiviazione della posizione dell'ex presidente e dell'ex dg di Centrobanca Mario Boselli e Valeriano D'Urbano indagati nel secondo filone di indagine sul fallimento della casa di moda. Walter e Giovanni Burani, già condannati a 6 anni per il crac del gruppo, sono accusati di aggiotaggio sui titoli Mariella Burani Fashion Group dal 2007 al 2009. Gli altri quattro indagati per cui i pm Luigi Orsi e Mauro Clerici hanno chiesto il rinvio a giudizio sono invece accusati di concorso in bancarotta in relazione al fallimento della Burani Designer Holding (Bdh). Si tratta degli ex consiglieri ex consiglieri Ettore Burani, Stefano Setti, Giuseppe Gullo e Kevin Marc Tempestini.
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