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Eternit, scatta la rivolta di piazza a Rubiera

Eternit, scatta la rivolta di piazza a Rubiera

Domani una giunta straordinaria, mercoledì l’adunata con sindacati e famiglie delle vittime

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RUBIERA. Arriva da mezzo mondo la solidarietà alle vittime dell’amianto e ai loro famigliari, dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 19 novembre, che manda in prescrizione la condanna al magnate svizzero Stephan Schmidheiny e i risarcimenti per migliaia di persone e di enti. Fra questi, centinaia di rubieresi, cittadina dove per decenni ha funzionato la Icar, azienda che realizzava isolanti a base di amianto. Giunge tramite una nota firmata dal coordinamento internazionale delle associazioni dei familiari e delle vittime dell’amianto, che comprende oltre all’Italia la Francia, il Brasile, il Belgio, la Spagna, l’Argentina, la Svizzera, la Gran Bretagna, il Giappone e numerosi paesi orientali riuniti nel network Asia. Questi rappresentanti, assieme a Cgil, Cisl, Uil e a numerosi sindacalisti, giuristi ed esperti, parlando di «ferma indignazione e dissenso nei riguardi della vergognosa e ingiusta sentenza». Una presa di posizione chiara, già garantita il 21 novembre scorso dalla presenza alla manifestazione organizzata a Casale Monferrato, il paese italiano più colpito dai danni dell’amianto. «Schmidheiny, amministratore delegato e co-proprietario della Eternit Italia, era stato condannato in appello a 18 anni di carcere per disastro doloso ambientale permanente», ricordano i comitati, che sottolineano poi come in Cassazione il miliardario non sia «stato riconosciuto innocente, è il reato che è stato prescritto. Infatti non solo il procuratore generale ma addirittura il suo stesso avvocato hanno ammesso la sua colpevolezza». «E’ una mostruosità e una vergogna quella di considerare come prescritto un reato che ha già provocato oltre 3000 vittime, e che nella sola Casale uccide una persona ogni settimana», attaccano i rappresentanti internazionali. Per loro, «la sentenza viola i principi fondamentali delle Convenzioni sui diritti umani: le garanzie di legge nei confronti dell’imputato non possono in alcun modo cancellare il diritto alla giustizia di migliaia di vittime. La responsabilità personale per un così grave crimine di impresa non può essere annullata per tecnicismi formali». E neppure la prescrizione fermerà il loro impegno: «La lotta non finisce qui, intraprenderemo tutte le azioni legali e di mobilitazione sociale possibili in tutto il mondo, compreso qualunque caso contro l’Eternit, come il processo a Schmidheiny per omicidio volontario che verrà celebrato prossimamente a Torino». Anche Rubiera si sta muovendo. Martedì ci sarà una nuova giunta straordinaria per parlare del tema, e mercoledì 3 dicembre è prevista una grande adunata pubblica, organizzata da Comune e sindacati, a cui verranno invitate tutte le persone contaminate a Rubiera, o i loro parenti nei quasi 50 decessi provocati dall’amianto, responsabile del mesotelioma ai polmoni, negli anni scorsi. (adr.ar.)

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