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L’Anpi critica la “visita” di Bonaccini al Cervi

Adriano Arati
L’Anpi critica la “visita” di Bonaccini al Cervi

L’ex senatore Pagliarulo, membro del consiglio d'amministrazione dell'Istituto: «Il Museo non è sede di campagna elettorale È un episodio inaccettabile, che genera amarezza e preoccupazione»

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GATTATICO. «No, il Museo Cervi non è sede di campagna elettorale. Ed è inaccettabile chi strumentalmente lo pensi». L’Anpi nazionale non ha gradito la scelta di Stefano Bonaccini di chiudere proprio all’Istituto Cervi la sua campagna elettorale per la presidenza della Regione Emilia Romagna venerdì scorso. E soprattutto non ha apprezzato la disponibilità della dirigenza ad accoglierla. Il candidato del Pd ha scelto lo storico museo, una delle più conosciute memorie italiane sulla Resistenza, per l’ultimo atto della sua attività promozionale in vista del voto, in cui è stato affiancato da esponenti Pd e del Cervi.

L’Anpi (associazione dei partigiani) nazionale, socio fondatore del Cervi, giudica l’evento «inaccettabile», perché coinvolge l’istituto in questioni di scelta politica. Lo fa tramite Gianfranco Pagliarulo, ex senatore e rappresentante dell’Anpi nazionale nel consiglio d’amministrazione del Cervi, che ricostruisce la vicenda partendo dall’ultima riunione dell’assemblea, avvenuta il 19 novembre. Durante l’incontro la presidente Rossella Cantoni ha informato i consiglieri di una «visita al Museo Cervi a breve termine da parte del ministro di Giustizia Orlando, accompagnato dal consigliere regionale Stefano Bonaccini». Di per sé, sostiene Pagliarulo, una «notizia positiva, perché attestava attenzione e sensibilità sulla tragica vicenda della famiglia Cervi e, più in generale, sui temi della Resistenza e dell’antifascismo».

Il 21 novembre però, Orlando non arriva, per altri impegni istituzionali, e il solo Bonaccini fa tappa al Cervi. E qui iniziano i problemi, quando emerge che l’incontro ha assunto carattere elettorale: «Ho letto però successivamente con stupore, sui quotidiani di Reggio Emilia e in particolare sul sito del Pd di Reggio Emilia che, con la visita al Museo Cervi, si concludeva la campagna elettorale di Bonaccini».

Il che, agli occhi dell’Anpi, implica una programmazione dell’evento, non un’estemporaneità causata dall’assenza del ministro. E questo non è «accettabile» per Pagliarulo: «Il Museo Cervi, che è luogo di memoria, di ricerca, di riflessione, fondato sui valori dell’antifascismo, non è né può essere in alcun modo sede di alcun aspetto di alcuna campagna elettorale».

Perché, aggiunge, «l’istituto per sua natura è e deve essere aperto a chiunque intenda visitarlo, purché scevro da alcuna volontà di strumentalizzazione». Pagliarulo conclude parlando di «episodio inaccettabile» che genera «amarezza e preoccupazione».

«Mai come oggi è indispensabile che il patrimonio storico, ideale e morale dell’istituto, che è uno dei punti di riferimento di tutti gli antifascisti, sia salvaguardato da qualsiasi forma di pratica politica strumentale», evidenzia. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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