Gazzetta di Reggio

Reggio

«Lo aspettavamo e ci siamo preoccupati»

«Lo aspettavamo e ci siamo preoccupati»

La testimonianza del datore di lavoro: «Era un bravo ragazzo che lavorava sodo, siamo sconvolti»

2 MINUTI DI LETTURA





BIBBIANO. «Siamo sconvolti. Lo aspettavamo come tutte le mattine in stalla e quando non lo abbiamo visto arrivare, ho provato a chiamare due volte, ma si attaccava la segretaria. Abbiamo pensato che non gli fosse suonata la sveglia, che sarebbe arrivato dopo. E invece...».

Ivano Faietti è il titolare dell’azienda agricola di Piazzola di Bibbiano dove Azizur Rahoman lavorava da tempo.

«E’ venuto da noi nel settembre del 2013. Un bravo ragazzo, un gran lavoratore. Ad aprile lo avevo mandato a casa, affinché andasse a trovare la madre, la moglie e suo figlio. Era stato via un mese – racconta l’allevatore – Si occupava delle mucche. Ne abbiamo 160. Mi dava una mano nelle stalle. Anche sabato ha lavorato qui fino a tardi. Ancora lo sento che mi saluta: “Ciao Ivano, buona notte. Ci vediamo domani...”».

Invece, il 28enne non ha potuto più tornare al lavoro.

La sua vita è stata stroncata lungo quel tratto di strada che percorreva nel cuore della notte per andare a guadagnarsi da vivere. Lo faceva tutte le notti. Sfidando fatica e stanchezza. Per guadagnare il denaro necessario a lui e alla sua famiglia, rimasta in patria.

«E’ venuto il suo amico, con il quale divideva la casa, e un altro signore di Quattro Castella che lo aveva aiutato. Me lo hanno detto loro. Sono sconvolto. E pensare che proprio sabato avevamo parlato, aveva voglia di tornare a casa a vedere la famiglia. Mi aveva fatto vedere la foto che aveva sul cellulare di loro. Gli ho detto che ci sarebbe potuto tornare la prossima primavere. E invece guarda quello che è successo... Ancora non riusciamo a crederci...». (el.pe)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google