Gazzetta di Reggio

Reggio

L’OMELIA DEL VESCOVO

«I figli sono un dono e una responsabilità»

«I figli sono un dono e una responsabilità»

Le parole di Camisasca in difesa della famiglia come unione tra uomo e donna

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REGGIO EMILIA. Ha un titolo chiaro l'omelia che il vescovo Massimo Camisasca ha tenuto nella Basilica di San Prospero: "I figli: dono e responsabilità", un titolo per ribadire il valore assoluto della famiglia naturale intesa come unione tra uomo e donna, pur ribadendo l’intenzione di «parlare a tutta la Città, non per imporre una visione ideologica della vita, ma per proporre alcune osservazioni ed esperienze che possono aiutare a leggere ciò che di profondamente umano vi è nella nostra esistenza e anche ciò che va recuperato e riscoperto». «Vorrei riflettere con voi – ha proseguito – su che cosa significa generare dei figli, un bene prezioso che è diventato sempre più raro nel nostro Paese. La parola generare contiene il riferimento a un’origine, génos. La stessa parola ci collega con il genere maschile e femminile e con la genealogia, cioè con un filo che unisce generati e generandi. Il generare ha quindi a che fare con la differenza originaria, con l’uomo creato come maschio e femmina». Poi un monito rispetto «alla poca consapevolezza che c’è oggi della novità e del bene insito nella nuova vita che viene alla luce, lo sentiamo come un diritto più che come un dono. Un diritto degli adulti, della coppia e, a volte, addirittura del singolo. Questo aggrapparsi degli adulti ai pochi bambini che mettono al mondo è anche il segno della fragilità della coppia che cerca la sua consistenza prevalentemente nell’intesa emotiva e poco nella responsabilità nei confronti del partner e dei figli. La famiglia ha perso così il suo ancoraggio nella coppia stabile». E infine un deciso no da parte del vescovo alle unioni omosessuali: «Oggi, con la messa in discussione della differenza sessuale come prerequisito della unione coniugale, la famiglia rischia non solo di perdere qualche pezzo, ma di perdere la sua stessa identità. Essa infatti si fonda sull’unione stabile tra un uomo e una donna che mettono in comune i loro corpi, i loro affetti, i significati delle loro vite che hanno ereditato dalle loro famiglie e li trasformano, secondo la loro sensibilità, coinvolgendosi in un progetto generativo».

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